Visualizzazione post con etichetta lista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lista. Mostra tutti i post

mercoledì 3 gennaio 2018

I 20 libri che mi sono piaciuti di più degli ultimi vent'anni



Mi è stata richiesta una lista dei 20 libri che mi sono piaciuti di più negli ultimi vent'anni, per un gioco promosso da exlibris20 . E' un gioco per cui questa lista non è precisissima, è stata fatta a memoria e velocemente. Ma quello che è certo è che tutti questi libri mi sono piaciuti, e tanto. E ne ho scritto. Per cui eccoli qua: 

Magda Szabò - La porta,  Einaudi 2005, trad Bruno Ventavoli
Agota Kristof - La trilogia della città di K, Einaudi 1998, trad Armando Marchi, Virginia Ripa di Meana, Giovanni Bogliolo
Lucia Berlin - La donna che scriveva racconti, Bollati Boringhieri 2016, trad Federica  Aceto
Halldór Laxness - Gente indipendente, Iperborea 2004, trad Silvia Cosimini
Orhan Pamuk - Il museo dell’innocenza, Feltrinelli 2009, trad Barbara La Rosa Salim
Mo Yan - Le canzoni dell’aglio, Einaudi 2014, trad Maria Rita Masci
Yu Hua - Cronache di un venditore di sangue, Einaudi 1999, trad Maria Rita Masci
David Sedaris - Me parlarebello un giorno, Mondadori 2004, trad Matteo Colombo
George Saunders - Il declino delle guerre civili americane, Einaudi 2005, trad Cristiana Mennella
Kawakami Hiromi - La cartella del professore, Einaudi 2011, trad Antonietta Pastore
Jeet Tayil - Narcopolis, Neri Pozza 2012, trad V Mingiardi
Jón Kalman Stefánsson, Paradiso e inferno, Iperborea 2011, trad Silvia Cosimini
Bai Xianyong - Il maestro della notte, Einaudi 2005, trad Maria Rita Masci 
Julie Otsuka - Venivamo tutte per mare, Bollati Boringhieri 2012, trad Silvia Pareschi
Yusuf Atılgan - Hotel Madrepatria, Calbuig 2015, trad R. D'Amora, S. Gezgin
Goli Taraghi - La signora Melograno, Calabuig 2014, trad A. Vanzan
Nadeem Aslam - Mappe per amanti smarriti, Feltrinelli 2004, trad Delfina Vezzoli
Irfan Orga - Una famiglia turca, Passigli 2007, trad L. Merlin
Per Olov Enquist, Il viaggio di Levi, Iperborea 2004, trad K. De Marco
Sabahattin Ali - La Madonna col cappotto di pelliccia, Scritturapura 2015, trad R. D’Amora

giovedì 8 marzo 2012

La giornata delle scrittrici


Va be’, visto che è l’8 marzo e non ho condiviso niente con le mie amiche e compagne di genere, farò un elenco delle scrittrici che mi hanno reso più dolce la vita. E voglio sdarmi: comincerò con la lista delle prime dieci. Comincerò con Jane Austen, occhio che osserva e voce che racconta sparendo dietro ai suoi personaggi; Agota Kristof, che non ha sprecato neanche una parola nella sua Trilogia della città di K.; Magda Szabó, e le sue pagine cariche di vita anche sgradevole; Barbara Pym, che dà voce alle umili vite che traggono senso dalle proprie rinunce; Karen Blixen per la sontuosa e geometrica immaginazione; Agatha Christie e i suoi misteri precisi e senza ombre, dove non ha spazio l’imprevisto che sconquassa; Alki Zei, che racconta insieme una Grecia sparita e delle passioni di cui sento la mancanza; Mary Wesley, storie in sordina di donne per bene; Julie Otsuka che ho appena incontrato e sono certa mi resterà nel cuore, una voce plurale per raccontare mille storie individuali; Kawakami Hiromi, anche lei appena conosciuta ma mi ha commossa con il suo amore fatto di silenzi e gesti senza eco. Fine delle prime dieci ma ce ne sono molte altre. Certo entrambe le sorelle Brontë, la sfrenata visionaria Emily e la combattiva Charlotte; Elizabeth Gaskell e George Eliot, con riserve; per esempio M.M.Kaye, con la sua India così meravigliosa e romantica; Penelope Fitzgerald e la sua incredibile capacità mimetica; Elizabeth Taylor, altra perfetta narratrice britannica; a suo modo anche Banana Yoshimoto, un flirt del tempo che fu; certo Helen Fielding che mi ha fatto molto ridere e Fay Weldon, femminista e molto spiritosa. Patricia Highsmith, perfida e tanto appetitosa che si vorrebbe non abbandonarla mai, conosciuta attraverso Margherita Giacobino, altra scrittrice che incanta con le sue storie di formazione femminile. E Marion Zimmer Bradley almeno per quelle nebbie di Avalon che mi hanno stregata per una stagione, Elizabeth von Arnim con le sue donne in viaggio, l’esilarante e cattivissima Alina Bronsky. Madame de Ségur che ho trascurato nel resoconto delle mie letture infantili, importantissima invece con i suoi bravi bambini che si scambiano visite tra castelli, zuavi volonterosi e generali russi. E Karin Michaelis che ha inventato Bibi bambina del Nord, Selma Lagerlöf, le sue oche selvatiche e le leggende antiche, Matilde Serao e i giocatori del lotto compulsivi e disperati, Valeria Amerano che è ancora poco conosciuta e meriterebbe molto di più. I terribili abitanti delle montagne di Paola Drigo. Anilda Ibrahimi per la sua rossa sposa. E ce ne sono sicuramente altre che per il momento non ricordo, ma ce ne sono di certo molte che ricordo benissimo ma non hanno significato per me, per ignoranza o perché non mi dicono niente. Questa è solo una lista improvvisata e molto, molto personale. Se le dimenticanze sono clamorose, di quelle che ti vengono in mente di notte e devi correre a riparare all’omissione, le aggiungerò. Se no, questa è il mio modesto contributo alla giornata della donna.