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sabato 12 giugno 2021

Reportage fotografico su Dorata dei pipistrelli

Dorata dei pipistrelli, che dà il titolo a un racconto di "Alcune ipotesi di vita al femminile", Buckfast 2020, esiste, e si chiama Jaisalmer. Sta in India, in Rahjastan, vicino al confine con il Pakistan. E' una delle città più incredibili che si possano visitare, anche se non garantisco nulla su quello che può essere diventata. Le foto risalgono al 1980 (courtesy di Giuseppe Bigliani), la prima volta che ci sono stata. La prima mostra come, passata l'epoca delle carovane, ci si arrivava, e come ci sono arrivata io: è stata scattata dal tetto del pullman su cui viaggiavo, anch'io sul tetto, ovviamente. Subito dopo si vede come si presenta Jaisalmer dal lontano, e il deserto che si attraversa per raggiungerla. Di seguito sono  illustrati altri aspetti della città (la gente, gli haveli, i bazar i vicoli, le cisterne, le mura, le porte) e dei dintorni. Mancano i pipistrelli, perché di giorno erano a caccia e di notte non era facile fotografarli, ma c'erano, e erano tantissimi. Tutto il resto che c'è alla Dorata (e molto di più, naturalmente) si legge nel racconto. 

"I giorni seguenti, Asa condusse la principessa a visitare i luoghi più interessanti del forte. Gli abitanti della città murata erano tutti legati in qualche modo al servizio del palazzo di Manis, che sorgeva nella piazza centrale. Di qui partivano stradine e vicoletti che sbucavano in piccoli slarghi o in affacci sulle mura. Tutti i traffici si svolgevano nella città bassa, nel bazar brulicante che si stendeva accanto alle dimore dei mercanti; nella cittadella sembrava che la vita avesse un passo più lento e segreto. Ogni tanto una portantina trasportata da servitori scalzi scivolava silenziosamente tra le case di pietra gialla.

Alalia non si stancava di ammirare la fantasia delle forme cui la pietra era sottomessa in ogni elemento delle case. Non c'era una facciata liscia, un tetto regolare, una finestra squadrata. Dappertutto torrette e sporgenze e nicchie e logge dai soffitti a stalattiti, una foresta di fiori e foglie che si abbarbicava su stipiti e architravi, tigri ed elefanti e divinità alate a guardia di portali cesellati come i monili d'argento che portavano le donne, grate in filigrana di pietra, balaustre a colonnine tortili, davanzali e doccioni e mensole e archi che grondavano decorazioni fantastiche. E dappertutto pipistrelli.

Da una piazzetta irregolare si entrava in un complesso di templi salendo alcuni gradini fiancheggiati da due file di leoncini alati. La sala del primo tempio era quadrata, con nicchie scavate nelle pareti in cui sedevano centinaia di idoli di marmo bianco, levigato e lucente come cera, con gli occhi di pietra nera e la bocca rossa, tutti uguali, seduti a gambe incrociate, con le mani raccolte in grembo. Nel sacello centrale c'era un idolo simile, più grande. Al piano superiore una galleria ornata di altre statue circondava la sala, e di qui si usciva su una terrazza, da cui si passava in un andito, poi in un altro tempio, poi si scendeva una scala, si percorreva un corridoio, si sbucava in un tempio, e così via, tra scale, passaggi sotterranei, sale, gallerie colonnate, tutte piene della stessa immagine di divinità ripetuta migliaia di volte, sempre uguale, in tutte le dimensioni. Tutto era piccolo e soffocante, buio, e pieno di neri pipistrelli appesi ai soffitti fuligginosi, da cui era difficile distinguerli. Alla fine, dopo aver camminato per un'ora buona, si sbucava sulla medesima piazzetta da cui si era partiti. Ad Alalia i templi piacquero molto e tornò più volte a visitarli, anche se ogni volta che doveva passare sotto i pipistrelli correva piegata in due per paura che si svegliassero improvvisamente e le volassero addosso.

Al tramonto Asa la condusse a fare il giro delle mura. C'erano molte casette di terra pressata addossate ai  bastioni, gialle come il resto di Dorata, che al tramonto fiammeggiava e mandava bagliori come l'oro di cui portava il nome. Dagli affacci si vedeva la città bassa con la gente che si agitava per vicoli, strade e piazze come formiche. Il bazar era una distesa di baracche di legno che con il calare della sera si illuminava di fuochi e lanterne, coprendosi di un velo di fumo azzurro. All'estrema propaggine dell'abitato, tra orti e giardini, una grande cisterna a cielo aperto circondata da gradinate, tempietti e tombe rifletteva i raggi del sole e brillava come oro fuso. Lunghe teorie di donne con gli orci sul capo andavano a prendere l'acqua, ondulando sulla sabbia gialla. Tutt'intorno si stendeva il deserto.

Alalia occhieggiava senza pudore nell'interno delle case. Sulle soglie le donne cuocevano il pane in forni di terra a forma di uovo e dentro si vedevano le stanze spoglie, ornate di specchietti incastonati nelle pareti, con i letti di fango su cui correvano grossi ratti. Anche nella strada fangosa c'erano molti topi che schizzavano tra i piedi calzati di sandali dorati di Alalia e quelli nudi di Asa, squittendo petulanti. Quando il sole raggiungeva l'orizzonte, tutta la città si copriva di un pulviscolo dorato e poi si spegneva a poco a poco, diventando prima grigia e poi nera. Ma a quel punto Alalia e Asa erano già tornate nella stanza affrescata in cui Risa aveva preparato la cena su vassoi di ottone brillante. Le lampade di vetro blu e verde erano tutte accese, il calore del giorno cedeva a una piacevole frescura. Il vento mormorava sulla loggia e i pipistrelli erano già partiti per le loro scorribande notturne."



 

































venerdì 26 marzo 2021

Un incontro online per parlare di "Alcune ipotesi di vita al femminile"


 La diretta sarà online sulla pagina di Nora Books & Coffee: non serve prenotare e non è necessario avere un link per accedere!

sabato 28 novembre 2020

Un bellissimo novembre di racconti: Alcune ipotesi di vita al femminile, ALIA Evo 4.0, Natale a Torino - Racconti in piazza, Gli elementi - I racconti del fuoco

Un brevissimo prospetto di quello che è successo in questo mese per me così ricco di soddisfazioni in campo letterario: quattro uscite cartacee disponibili sia in libreria che sul web.

"Alcune ipotesi di vita al femminile", Buckfast Edizioni, raccoglie nove racconti, senza la morale né niente da insegnare, che hanno al centro le donne e vogliono solo raccontare le infinite varietà della vita umana coniugate al femminile. Partendo da Ulisse, visto con gli occhi delle sue donne, si attraversa un passato fiabesco nel tempo e nei luoghi, si procede lungo i secoli, avvicinandosi alla realtà e alla storia, e si giunge alla fine del Novecento.

  

In ALIA Evo 4.0, CS_libri, storica antologia di narrativa fantastica in tutte le sue accezioni cui collaboro fin dall'inizio nel 2003, i curatori (e autori) Silvia Treves e Massimo Citi hanno riunito quindici racconti di autori che spaziano dalla fantascienza al weird all'horror, spiegando il "seme" da cui è germinata la storia. Il mio è intitolato "Memoria piena", e parla della gestione dei ricordi.

                                                                                          


                                                                                 
In "Natale a Torino - Racconti in piazza", Neos Edizioni, a cura di Teodora Trevisan, diciotto autori ambientano in altrettante piazze torinesi i loro racconti che, in un modo o nell'altro, con grande fantasia e libertà, si collegano all'atmosfera natalizia. Il mio racconto, che si chiama "Vorrei baciare i tuoi capelli neri", narra di piazza Carlina e di un Natale di molti anni fa. 
                                                                                     
I sedici autori riuniti in "Gli elementi - I racconti del fuoco", Neos Edizioni, a cura di Valeria De Cubellis, affrontano il tema nella maniera più varia, spaziando nel tempo, nei luoghi e nello sguardo. "La flamboyante" è il titolo del mio, in cui si insegue l'esplorazione delle vite alternative che non abbiamo mai vissuto.    

giovedì 6 marzo 2014

Libro nuovo, grande offerta! Alcune ipotesi di vita al femminile su DuDag.

Questa volta non è semplicemente la versione digitale di un libro cartaceo ma un libro bello e nuovo, Alcune ipotesi di vita al femminile, pubblicato dalla casa editrice online DuDag che nella sua immensa generosità offre in omaggio La ragazza in tailleur rosso fuoco a chi lo acquisterà in occasione dell'8 marzo.  
Sul sito della casa editrice si può leggere il DuDy, esauriente presentazione dei contenuti e delle intenzioni di chi l'ha scritto (cioè io in questo caso, ma il DuDy ce l'ha ogni libro pubblicato da DuDag, e rappresenta un validissimo aiuto per la scelta). Qui posso anticipare che in Alcune ipotesi di vita al femminile si trovano quattro lunghe storie di donne, che partendo da un passato favoloso e luoghi esotici ci portano sempre più vicino all'oggi e al qui, di modo che ogni lettrice e ogni lettore ci possano trovare spunti di identificazione. Soprattutto, io spero che ci possano trovare divertimento, occasioni per scappare dal reale e viaggiare con la mente, libertà e sogno.