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lunedì 17 ottobre 2016

Alle donne non piace il fantastico? Parliamone!

STRANIMONDI 2016

Che cos'ha di particolare questa foto scattata a STRANIMONDI 2016, il festival del libro fantastico che si è svolto a Milano sabato 15 e domenica 16 ottobre? Direi che salta all'occhio: non si vedono donne. Se si ingrandisce l'immagine e si usa l'immaginazione, in realtà, se ne possono reperire due o tre. 

E il 14 ottobre ho partecipato a una presentazione di ALIA 2.0, antologia di narrativa fantastica, al Blah Blah di Torino, nell'ambito del ToHorror Film Fest, in contemporanea con la presentazione dell'antologia pulp, horror e splatterpunk Strisciano sull'asfalto. Per ALIA 2.0 erano presenti cinque autori, per Strisciano sull'asfalto quattro, più il presentatore Corrado Artale, che si sono alternati sul palco. Tutti uomini, tranne, immeritatamente, la sottoscritta. ALIA 2.0 contiene racconti di diciassette autori, tredici maschi e quattro donne. In Strisciano sull'asfalto ci sono undici racconti, nove di maschi e due di donne. Nella composizione del pubblico che assisteva alla presentazione si poteva notare una percentuale ancora minore di presenze femminili (io ne ricordo una). 

Questo mi ha fatto pensare. Le autrici di ALIA 2.0 le conosco, le altre (Miriam Palombi e Elena Ciurli) no. C'è Silvia Treves, illustre autrice di fantascienza e molto altro, io, che con il fantastico ci flirto solo (ma sovente), entrambe capitane di lungo corso. C'è Chiara Negrini, scrittrice e artista esimia, che collabora con il progetto ormai da parecchi anni. C'è Valeria Barbera, un'interessantissima new entry già molto ben inserita nel gruppo. 

Insomma, inutile girarci intorno. Alle donne non piace il fantastico? Questo lo so bene che non è affatto vero perché

Paolo S. Cavazza, Maurizio Cometto, Consolata Lanza, Stefano Rossi, Federico Tadolini,
Filippo Santaniello e Mirko Giacchetti al Blah Blah
ci sono scrittrici famose e 

bravissime che l'hanno praticato e lo praticano, in tutte le sue svariate manifestazioni, dalla fantascienza all'horror al fantasy al romance di vampiri, contemporanee e ottocentesche, di livello e di battaglia. Non sto a fare nomi perché chiunque mi legga li conosce benissimo. E allora perché ce ne sono poche in giro? In realtà anche il lettore medio davanti al termine fantastico in genere reagisce con la fuga o almeno con l'imbarazzo. O pensa che, trattandosi di una donna, fantastico sia sinomino di fiaba, storia per bambini, educativa o consolatoria. Mah. 

Non so nemmeno perché ho cominciato questo discorso. Non sono certo in cerca di pari opportunità o quote rosa, sulle quali ho i miei bei dubbi. Sono solo rimasta colpita, non ci avevo mai riflettuto prima, e mi interrogo.