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venerdì 7 febbraio 2014

Mi riposo, mi rilasso, mi distendo, me la godo perché ho finito di faticare! Anche l'ultimo romanzo, Irene a mosaico, è felicemente approdato su Amazon. Anche questo a 0,89 €. E speriamo che gli vada bene.
Sulla mia pagina Amazon trovate in cartaceo (se disponibili) e in formato ebook Il gioco della masca, Est di Cipango, Ragazza brutta, ragazza bella, La lametta nel miele, Irene a mosaico, Lei coltiva fiori bianchi, Trilogia delle donne virtuose. La santa, la sorella, la sposa, Racconti fantastici e del margine. Su DuDag ci sono La ragazza in tailleur rosso fuoco e Alcune ipotesi di vita al femminile. 
Ma non finisce qui... 

mercoledì 29 gennaio 2014

Una tazza di tè per festeggiare La lametta nel miele in versione ebook. versione ebook

Posso invitarvi a prendere una tazza di tè? Sono di buon umore perché ora potete leggere anche La lametta nel miele in versione digitale. E' un libro cui voglio bene. Mi piacerebbe che anche altri gliene volessero.
E mentre ci sono vi ricordo che nella medesima pagina Amazon potete trovare Il gioco della masca, Est di Cipango, Ragazza brutta, ragazza bella, Lei coltiva fiori bianchi, Racconti fantastici e del margine. Su DuDag c'è La ragazza in tailleur rosso fuoco. E su Alga la Trilogia delle donne virtuose. La santa, la sorella, la sposa.
(La foto è stata fatta a Samarcanda, 4 settembre 2011)

giovedì 23 gennaio 2014

Parliamo tanto di me: è disponibile la versione digitale dei miei libri

Allora, parliamo tanto di me per favore. Da oggi potete trovare nella mia pagina Amazon altri tre titoli in formato ebook: Il gioco della masca, Est di Cipango e Ragazza brutta, ragazza bella, tutti al prezzo di 0,89 €. Tra pochi giorni ci saranno anche La lametta nel miele e Irene a mosaico. Vi si trovano già, sempre in formato digitale, Lei coltiva fiori bianchi e Racconti fantastici e del margine. Altri due ebook, Trilogia delle donne virtuose e La ragazza in tailleur rosso fiamma potete trovarli rispettivamente su Alga (anche in cartaceo) e DuDag. Non è un'occasione fantastica per buttarsi a acquistarli e persino per leggerli? Io garantisco che: a) li ho scritti tutti io, b) nient'altro. Come si può vedere a fianco, ci metto la faccia. Una faccia di parecchi anni fa, per motivi di marketing. E fatemi sapere.


giovedì 23 maggio 2013

Come salire in sella e vivere felici: Eros in bicicletta di Elisabetta Chicco Vitzizzai



Per essere di buonumore con una lettura intelligente,
scaricate da Amazon (a 1,03 €) Eros in bicicletta di Elisabetta Chicco Vitzizzai, incantevole racconto d'ambientazione torinese. Elisabetta Chicco Vitzizzai è un multiforme ingegno, scrive, dipinge, disegna, suona. La copertina di questo ebook è stato disegnato dall’autrice, alla quale va tutta la mia ammirazione e l'invidia, sincera e benevola, di una che ha sempre desiderato saper disegnare. Inoltre è una scrittrice dall’occhio perfido e acutissimo. È un genio per i particolari rivelatori, quelli che inchiodano il personaggio come lo spillone sullo scarabeo in vetrina.
È il 1899, siamo a Torino in via della Rocca, in una famiglia borghese composta da due nonni, una madre e una figlia. I nonni sono archetipi di una Torino solidamente e asfitticamente borghese. Lui, Feliciano Numis, è maggiore dell’esercito e ama ritornare alle vicende storiche del passato che lo hanno visto attivamente impegnato, o su momenti topici come il contrasto tra Cavour e Garibaldi (il diavolo repubblicano, ateo e immorale), la cessione di Nizza, ecc. La nonna Catterina domina tutta la casa e i suoi abitanti con una tempra di ferro sostenuta da una sicurezza senza cedimenti. Sa che quello che lei vuole e fa segue regole che non ammettono eccezioni, il suo modo di vedere il mondo è l’unico giusto, sa che cosa è bene per sé e per gli altri. Carattere diffuso e ben noto, credo, a molti lettori. Il marito è sostanzialmente ininfluente e trascurabile, non come personaggio ma come persona all’interno della famiglia. La figlia Maria Luigia è malmarià (malmaritata in piemontese) in quanto vent’anni prima ha fatto una mésalliance ed è stata abbandonata dal marito di cui non si parla mai. Di conseguenza ora è isterica, e ha crisi nei momenti meno indicati, durante le quali viene curata con l’etere. È sessualmente repressa, ogni tanto ha comportamenti fuori dalle regole come osare il rosso nell’abbigliamento e flirtare con l’amico del fidanzato della figlia.
Giulia, la figlia ventenne, è appena uscita dal collegio delle Figlie dei Militari, quello delle figlie di ufficiali che stava alla Villa della Regina. Il suo passato è fatto di lunghe noiosissime passeggiate giù dalla collina e di regole, divieti, obblighi. Non va meglio a casa dei nonni in via della Rocca. Per questo Giulia ha una fame, un desiderio sfrenato di libertà che si materializza nel desiderio di avere una bicicletta. Dei personaggi, però, non è la psicologia che interessa, o almeno la verosimiglianza psicologica, ogni personaggio e ogni particolare è finalizzato alla ricostruzione grottesca e iperrealista di un momento storico preciso, di tic e mode culturali dell’epoca. L’autrice è un’entomologa preparatissima e spietata.
Questo romanzo è animato da un intento documentaristico su una classe sociale, una città e un momento storico, ma soprattutto da una caustica ironia, una messa alla berlina dell’ipocrisia borghese, della chiusura e della repressione delle cosiddette classi dominanti, insieme alla ristrettezza dell’ambiente torinese, militare e industriale ma privo di quella componente mercantile che ha fatto di altre città italiane centri più cosmopoliti e aperti. Nelle interminabili discussioni in casa Numis si toccano tutti gli argomenti del momento, da Lombroso, figura importantissima nella cultura torinese dell’epoca che torna in numerosi romanzi, a  Charcot, alle terapie contro l’isteria, a “quello sporcaccione” del Mantegazza. La cultura del tempo entra in tutti gli aspetti della vicenda, a partire dalla teoria di Lombroso sulla bicicletta come strumento del crimine e incitazione al delitto, i pericoli della sella, l’abbigliamento adatto alla bicicletta, la jupe culotte, i ginandri.
Siamo alle soglie della modernità: si parla di elettricità, del vapore, del treno. Dell’automobile, della bicicletta. Della questione socialista. Dell’emancipazione femminile, dello sport. Nulla sfugge all’occhio acutissimo e all’orecchio implacabile di Elisabetta, e tutto questo gran chiacchierare è riprodotto in modo divertentissimo. A Giulia viene presentato un possibile fidanzato, Augusto Witz, un giovane tenente di origine sarda svizzera, e con lui vengono introdotti alcuni personaggi importanti, primo fra tutti l’amico Vecellio Scipione Borgnino, pittore di cartelloni pubblicitari, anglofilo e anglofono per distinguersi in un ambiente francofono, egoista, presuntuoso ma interessante e curioso. Augusto è una figura sfaccettata e meno chiusa delle altre, in fondo è quasi uno straniero a Torino. Entusiasta della meccanica, ama il ferro. Salutista, non è romantico, ma decide di amare Giulia perché è adatta. Esilarante è la visita dei genitori del fidanzato, la descrizione delle fotografie dei suoceri. Anche se il fidanzamento si fa, Giulia ha sempre il problema di trovare i soldi per comprarsi una bicicletta. Per ironia della sorte, è proprio il fidanzato che indirettamente e involontariamente le fornisce il mezzo per guadagnare la somma che le manca. Giulia è coraggiosa malgrado i tentativi della nonna e della società di piegarla alle convenzioni, sa sfidare il pericolo corteggiandolo e trova una via che non vi dico per non rivelare troppo della trama. Sfidando le convenzioni, si trova a frequentare ambienti e persone completamente nuovi;  incontra pittori e modelle, giovani sfrontati che la trattano in maniera del tutto diversa da quella cui è abituata. Lei, non si sa se più ingenua o più astuta, sembra camminare con gran piacere sull’orlo dell’abisso senza caderci mai; o almeno così pare. La sua ingenuità si scontra con la malafede e viene truffata della ricompensa su cui contava per comparare la bicicletta; ma la ragazza ha molte risorse e alla fine l’agognata libertà su due ruote si realizza. Esaltata dalla velocità, dalla libertà, dall’indipendenza, si butta per il Valentino e oltrepassa persino la barriera del fiume. E l’autrice, reticente e maliziosa, ci lascia nell’ambiguità di sapere se davvero la bicicletta ha conseguenze così nefaste sulla virtù delle ragazze. Il linguaggio è straordinariamente evocativo con il suo impasto di piemontese e francese, il linguaggio della borghesia acculturata e legata alle proprie radici, e altrettanto suggestive sono le descrizioni, prime fra tutte quella della villa di via della Rocca o della cena di fidanzamento. In questa autentica enciclopedia della fine Ottocento, si incontra anche il demi monde in cui si muovono le puttane come Onorina Cantamessa ricamatrice in bianco o la cavallerizza bionda, le malattie veneree e i farmacisti che le curano, il Panorama, i riti mondani in Piazza d’Armi, e la toponomastica torinese ha una precisione da mappa. Si parla di piazza Carlina con il monumento a Cavour e l’Albergo di Virtù, del nuovo monumento a Vittorio Emanuele II in corso Vittorio, di negozi del tempo precisamente ubicati con tanto di insegne, e alla fine è difficile staccarsi da quel piccolo mondo antico che ci ha fatto molto ridere rinascendo, vivo e nitido come un’antica stampa bavarese nelle pagine (virtuali) di Elisabetta Chicco Vitzizzai.

mercoledì 1 maggio 2013


Lunedì 6 maggio 2013, alle 18, presso il Centro Pannunzio in via Maria Vittoria 35/H a Torino, Consolata Lanza a colloquio con Elisabetta Chicco Vitzizzai, autrice del romanzo EROS IN BICICLETTA.
Questo il testo dell'invito alla presentazione del bel romanzo di Elisabetta Chicco Vitzizzai, scrittrice dalla penna acuta e divertente, che vale la pena di venire ad ascoltare sempre e comunque: ma la cosa interessante è che si presenta un ebook - e non l'ho mai fatto prima. Quindi venite in tanti e con tante domande. Elisabetta e io vi risponderemo volentieri. 

lunedì 4 marzo 2013

Appena uscito da DuDag, "la tua casa editrice online", il mio libro di racconti LA RAGAZZA IN TAILLEUR ROSSO FUOCO.



Siccome ci tengo a essere in accordo con i tempi, lo dico così: nuntio vobis gaudium magnum! Sì, perché sono molto contenta che oggi è apparso sul sito di DuDag il mio libro di racconti La ragazza in tailleur rosso fuoco e altri racconti. Sono contenta perché mi piace DuDag, casa editrice eclusivamente online, perché mi è molto simpatico l'editore Lorenzo Baravalle e questa collaborazione mi rallegra. 
 Per non stare a fare altre storie su queste mie storie, metto di seguito il DuDy, cioè la presentazione che DuDag mette a disposizione dei lettori.  

Dice: Ah, tu scrivi racconti? E quand’è che farai un bel romanzo, che finalmente ti posso leggere?
Dice: Uh, una raccolta di racconti.
Dice: Ah guarda, a me piace un sacco leggere, ma i racconti no. I racconti non mi piacciono.
E invece a me i racconti piacciono moltissimo. Mi piace leggerli, e mi piace scriverli. Il racconto non è il gradino di una scala che porta al romanzo: è un genere a sé, parecchio difficile. Non consente tempi morti, lunghe spiegazioni, traccheggiamenti, riempitivi, false piste. Deve creare un mondo in poche pagine. Una sfida per l’autore. E se il racconto è bello, un gran piacere per il lettore.

La ragazza in tailleur rosso fuoco si fermò di colpo. Parve riflettere un attimo poi mollò uno schiaffone sulla faccia del giovanotto in completo nero e camicia bianca. Sbam, da destra a sinistra, sbam, da sinistra a destra con il dorso della mano, sbam, sbam, sbam, cinque cattive sberle, senza sforzo perché erano alti uguali. Solo quando la sua mano si mosse per la sesta volta lui si decise a afferrarle il polso. Qualche passante allarmato già li circondava. Ma l’uomo si limitò a voltare le spalle e andarsene, incurante del sangue che gli colava sulla guancia ferita dall’anello di lei. La ragazza frugò nella piccolissima tracolla di vernice, estrasse un mazzo di chiavi e marciò via sui tacchi alti senza neanche lanciarsi un’occhiata attorno. Svoltò in via Giulio lasciandosi dietro una scia di profumo e sudore eccitato. Qualcuno la vide infilarsi in una Ska argentata e sgommare verso corso Valdocco. Come reagireste voi davanti a una scena come questa? Nel racconto che apre la raccolta La ragazza in tailleur rosso fuoco possiamo scoprirne le conseguenze nella vita di un cassintegrato, una ciclista, una Bionda Naturale, un meccanico palestrato, una che sogna le nevi del passato...

I racconti di questo libro girano intorno a argomenti molto vicini alla nostra vita, come l’amore, l’odio, la difficoltà dei rapporti interpersonali, il tempo che passa, la necessità di lottare per raggiungere le proprie mete, la facilità di rifugiarsi nell’autoinganno. Gli equivoci che si accompagnano ai sentimenti, le direzioni sbagliate che si infilano credendo fermamente di essere quasi arrivati. I personaggi sono quelli che sfioriamo tutti i giorni alla fermata del tram, con qualche eccezione: la protagonista di Guancette rosse è appesa su una parete della National Gallery di Londra, quella di La vocazione se ne sta nel suo convento in rovina dedicandosi alla sua teologia molto alternativa e rivoluzionaria, non l’incontreremo mai se non andiamo a cercarla. Ma le coppie troppo acerbe come Paoletta e Roberto di L’amore breve, Gianni e Eulalia di Primo amore  le abbiamo viste mille volte ai giardini sotto casa, perse nel loro fragile mondo a due. La confusione di Luisa in Flipper è stata la nostra o quella di cui la nostra amica del cuore ci ha inondati per anni. La quieta follia d’amore della donna che parla in Verdure è speculare all’ironia disincantata della narratrice di Questione di gusti. E quando siamo Tutti in coda alle poste, al Lidl o al multiplex, intorno a noi vediamo esattamente le stesse facce che vede Anna, e facciamo gli stessi incontri. I racconti ci permettono di entrare in molte vite, in molte storie, in poche pagine, di parlare delle alternanze del cuore a vent’anni e a cento, di chi si aggrappa a illusioni tenaci e di chi odia sé e gli altri, del metodo più spiccio per liberarsi delle zavorre che limitano la libertà, di immaginare quello che sta dietro a un quadro famoso: tutto questo distribuito in dodici racconti di varia lunghezza.
    


lunedì 25 febbraio 2013

Una Tartarughina in rete: DuDag, la casa editrice online di Lorenzo Baravalle



Lorenzo Baravalle è il fondatore della casa editrice online DuDag. La prima volta che ho visto questo giovanissimo editore, durante un happening letterario con Massimo Tallone, se ne stava in un angolo smanettando sul suo iPad, attentissimo a quello che veniva detto. Ne sono stata subito incuriosita, e ho deciso di sottoporgli qualche domanda.

Prima di tutto, e ovviamente, mi piacerebbe sapere come e quando è nata DuDag, e da che cosa ti è venuta l’idea di crearla. Questo è l’aspetto che mi interessa di più.
Risposta: DuDag è nata un giovedì pomeriggio all’Università. Stavo pensando che la musica ormai da anni conosce il digitale, i video hanno YouTube, ma per i libri non c’era ancora nulla che si rivolgesse solo e soltanto al formato elettronico. Mi sono messo a disegnare il logo, ho pensato a che politica avrebbe avuto il portale, e la risposta fin da subito è stata una: “Trasparenza”.
DuDag non vuole essere una casa editrice, ma un luogo dove autori e lettori si possono incontrare, parlare di scrittura, trama, intreccio e personaggi. Un luogo dove poter comprare un buon libro senza spendere un capitale, e dove l’autore è al centro.

Poi vorrei sapere da chi è costituita: ci sei solo tu o ci lavorano anche altri?
R. Al momento la Tartarughina, come viene chiamata su Twitter, si regge solo sulle mie spalle, anche se devo ammettere che un sacco di Amici si stanno appassionando al progetto e mi stanno dando una grossa mano. In primis i miei genitori, che mi hanno spinto da subito a trasformare l’idea in qualcosa di più, Federica, la mia fidanzata, che mi dà una mano nel contatto con gli autori, Stefano, il grafico che si occupa delle “campagne pubblicitarie” che accompagniamo ai libri più amati dai lettori e soprattutto il Comitato di Lettura, che per ovvi motivi di oggettività vorrei poter mantenere nell’anonimato.
Lascio per ultimo Massimo Tallone, perché per lui è un discorso a parte: non appena lo incontrai capii che era una penna fatta uomo, ama la parola in ogni forma e su ogni supporto. Grazie alle sue segnalazioni, sono arrivati molti bravissimi scrittori su DuDag.
Quindi sono solo, ma per modo di dire. Sono circondato da persone che vogliono molto bene a DuDag.

L’hai costruito tu il sito? Chi realizza i DuDy?
R. Per la costruzione vera e propria del sito, mi sono fatto aiutare da un ricercatore del Politecnico di Torino, e da un grafico di professione.
I DuDy, ovvero le due pagine, scaricabili gratuitamente e accompagnate a ogni scritto presente sul sito, sono prodotte dagli autori stessi: chi meglio di loro può spiegare l’essenza del proprio libro? Infatti non è un riassunto, ma il cuore pulsante del libro.
Questa è la dimostrazione di quello che dicevo prima: l’autore al centro. Con gli onori, ma anche con gli oneri. Nell’editoria attuale non bisogna aver paura di gettarsi nell’arena, e questo lo dico sia per gli scrittori, sia per i lettori, che non devono farsi spaventare dal mezzo digitale.

Come scegli gli autori di Dudag?
R. Grazie al Comitato di Lettura, o dietro la segnalazione di “un’autorità” in campo letterario. Il già citato Massimo Tallone, ma non dimentichiamoci che abbiamo pubblicato ben due finalisti del Premio Italo Calvino, la più importante competizione italiana per scrittori inediti. Un risultato incredibile e inaspettato per un “editore” digitale come DuDag.

Come giudichi l’esperienza finora? Hai avuto una buona risposta dai lettori e dagli autori?
R. L’esperienza è incredibile, sono cresciuto tantissimo in pochi mesi: DuDag è pur sempre una start up, con tutti i problemi e difficoltà che ha qualunque impresa all’inizio. Ma sono molto contento di aver intrapreso questa avventura.
La risposta è in continua crescita, la comunità di “DuDagers” si sta allargando giorno dopo giorno, ed è una cosa bellissima: io non voglio avere “clienti”, ma persone appassionate come noi alla lettura e alla cultura in generale, che abbiano la nostra stessa voglia anche di riderci sopra. La lettura è diventata “troppo seria”, forse è proprio questo il problema dell’allontanamento dal libro.
Gli autori sono incredibilmente felici ed entusiasti del mezzo internet: secondo me sono loro prima di tutti, ad aver capito le potenzialità della rete. “Uno dall’altra parte del mondo può comprare il mio libro anche se il mio editore non può distribuirlo nelle librerie.”

Hai in mente progetti futuri per la casa editrice? Come immagini che si svilupperà?
R. C’è qualcosa che bolle in pentola, con il web non si può mai stare fermi, ma bisogna continuamente innovarsi, anche per offrire cose nuove e utili agli utenti. In questo senso, ad esempio, stiamo cominciando a pensare all’applicazione per smartphone e tablet.

Di se stesso, Lorenzo Baravalle dice:
Ho 22 anni, mi sono laureato a settembre in Scienze della Comunicazione, e ho un gravissimo morbo chiamato “pallacanestro”. Cerco di avere una vita semplice, anche se alla fine sono io quello che se la complica maggiormente: non sono mai riuscito a stare fermo, cerco emozioni, sensazioni e profumi sempre nuovi. 

martedì 23 ottobre 2012

Un vampiro e una ciclista, accoppiata insuperabile: Chiara Negrini e Elisabetta Chicco Vitzizzai

Oggi non annoio nessuno con le mie opinioni giustamente opinabili, niente giudizi né seriose recensioni: solo un consiglio da amica, scaricate questi due ebook e fidatevi di me, vi divertirete e ne trarrete molto giovamento. Il primo è Pedar, al Vampir d'la Basa di Chiara Negrini,bravissima illustratrice e scrittrice molto spiritosa.. E' un racconto di vampiri scritto in viadanese, veronese e piacentino "arioso", con traduzione italiana al fondo. E Pedar è un vero vampiro, mica una parodia, ma vive nella Bassa Mantovana, parla dialetto, beve lambrusco e viene morso sul culo da un cane vampiro mentre va alla melonaia. Potete immaginare che con questi presupposti è molto difficile annoiarsi leggendolo. Inoltre, il ricavato della vendita è devoluto alle vittime del terremoto in Emilia, quindi potete provare il brivido di sentirvi più buoni mentre vi fate una risata: divertente e benefico, riuscite a immaginare qualcosa di meglio? Lo trovate su Amazon a 2,68 €.

Per continuare a essere di buonumore con una lettura intelligente, scaricate da Amazon (a 1,03 €) anche Eros in bicicletta di Elisabetta Chicco
  Vitzizzai, incantevole racconto d'ambientazione torinese in cui l'emancipazione femminile passa attraverso le ruote di una nuovissima invenzione, anche se non si tratta ancora di quelle fatidiche quattro ruote che presto cambieranno il destino della città. Giulia cambia il proprio destino pedalando, e la penna precisissima e ironica dell'autrice ne segue i vagabondaggi che la porteranno verso la libertà.

Entrambe le copertine di questi ebook sono state disegnate dalle due autrici, alle quali va tutta la mia ammirazione e l'invidia, sincera e benevola, di una che ha sempre desiderato saper disegnare.        

sabato 11 febbraio 2012

Ebook: Consolata Lanza, Lei coltiva fiori bianchi

Lei coltiva fiori bianchi  è il titolo di un mio romanzo uscito nel 2007 con le edizioni CS_libri. Una bellissima edizione cartacea, con prefazione di Silvia Treves e fotografie di Cettina Calabrò, cui sono molto affezionata. Adesso ne ho fatto un'edizione digitale in vendita su Amazon al link qui sopra, a 1,17 dollari, cioé 0,76 €. Con la benedizione del mio editore Massimo Citi che è molto avanti, ho voluto provare questa strada su cui intendo proseguire. Non è che mi aspetti molto in fatto di vendite o visibilità, ma sono curiosa e mi piace sperimentare. Inoltre penso che siamo vicini a una svolta decisiva per quel che riguarda i libri. Non so se in futuro continueranno a attirare e avere il peso che hanno adesso, cartacei o digitali che siano. Penso che forse spariranno in quanto assemblamento di pure e semplici parole. Ma non voglio cominciare un discorso in cui hanno detto la loro persone molto ma molto più qualificate di me, e anche molti che parlano (e scrivono) giusto perché hanno la lingua in bocca, o la penna in mano. A chi è interessato consiglio di frequentare questo blog dove se ne discute con competenza e acutezza. Io nell'ebook ci credo, e amo molto il mio ereader. In fondo è la realizzazione di un sogno che ho da sempre, quello della biblioteca portatile, dell'enciclopedia impalpabile. 
Due parole anche sul contenuto del romanzo. Si parla di due donne che si incontrano per caso e diventano amiche: una, Gloria, donna matura che coltiva un giardino fatato nella campagna piemontese, ha fatto una scelta esistenziale opposta a quella di Bea, giovane giornalista che va a intervistarla nel suo eremo. Anche le svolte che il destino riserva alle due donne sono diverse, e entrambe le affrontano come possono e come sanno, tra Goa e Torino. La scelta è tra il coraggio e la sicurezza, argomento trito ma (spero) ancora capace di suscitare interesse. Sarei felice di poter pensare che sono riuscita a coinvolgere qualcuno con le storie di Bea e Gloria.