Mi riposo, mi rilasso, mi distendo, me la godo perché ho finito di faticare! Anche l'ultimo romanzo, Irene a mosaico, è felicemente approdato su Amazon. Anche questo a 0,89 €. E speriamo che gli vada bene.
Sulla mia pagina Amazon trovate in cartaceo (se disponibili) e in formato ebook Il gioco della masca, Est di Cipango, Ragazza brutta, ragazza bella, La lametta nel miele, Irene a mosaico, Lei coltiva fiori bianchi, Trilogia delle donne virtuose. La santa, la sorella, la sposa, Racconti fantastici e del margine. Su DuDag ci sono La ragazza in tailleur rosso fuoco e Alcune ipotesi di vita al femminile.
Ma non finisce qui...
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venerdì 7 febbraio 2014
mercoledì 29 gennaio 2014
Una tazza di tè per festeggiare La lametta nel miele in versione ebook. versione ebook
Posso invitarvi a prendere una tazza di tè? Sono di buon umore perché ora potete leggere anche La lametta nel miele in versione digitale. E' un libro cui voglio bene. Mi piacerebbe che anche altri gliene volessero.
E mentre ci sono vi ricordo che nella medesima pagina Amazon potete trovare Il gioco della masca, Est di Cipango, Ragazza brutta, ragazza bella, Lei coltiva fiori bianchi, Racconti fantastici e del margine. Su DuDag c'è La ragazza in tailleur rosso fuoco. E su Alga la Trilogia delle donne virtuose. La santa, la sorella, la sposa.
(La foto è stata fatta a Samarcanda, 4 settembre 2011)
E mentre ci sono vi ricordo che nella medesima pagina Amazon potete trovare Il gioco della masca, Est di Cipango, Ragazza brutta, ragazza bella, Lei coltiva fiori bianchi, Racconti fantastici e del margine. Su DuDag c'è La ragazza in tailleur rosso fuoco. E su Alga la Trilogia delle donne virtuose. La santa, la sorella, la sposa.
(La foto è stata fatta a Samarcanda, 4 settembre 2011)
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La lametta nel miele
giovedì 23 gennaio 2014
Parliamo tanto di me: è disponibile la versione digitale dei miei libri
Allora, parliamo tanto di me per favore. Da oggi potete trovare nella mia pagina Amazon altri tre titoli in formato ebook: Il gioco della masca, Est di Cipango e Ragazza brutta, ragazza bella, tutti al prezzo di 0,89 €. Tra pochi giorni ci saranno anche La lametta nel miele e Irene a mosaico. Vi si trovano già, sempre in formato digitale, Lei coltiva fiori bianchi e Racconti fantastici e del margine. Altri due ebook, Trilogia delle donne virtuose e La ragazza in tailleur rosso fiamma potete trovarli rispettivamente su Alga (anche in cartaceo) e DuDag. Non è un'occasione fantastica per buttarsi a acquistarli e persino per leggerli? Io garantisco che: a) li ho scritti tutti io, b) nient'altro. Come si può vedere a fianco, ci metto la faccia. Una faccia di parecchi anni fa, per motivi di marketing. E fatemi sapere. giovedì 23 maggio 2013
Come salire in sella e vivere felici: Eros in bicicletta di Elisabetta Chicco Vitzizzai
Per essere
di buonumore con una lettura intelligente,
scaricate da Amazon (a 1,03 €) Eros
in bicicletta di Elisabetta Chicco Vitzizzai, incantevole racconto
d'ambientazione torinese. Elisabetta Chicco Vitzizzai è un multiforme ingegno,
scrive, dipinge, disegna, suona. La copertina di questo ebook è stato disegnato
dall’autrice, alla quale va tutta la mia ammirazione e l'invidia, sincera e
benevola, di una che ha sempre desiderato saper disegnare. Inoltre è una
scrittrice dall’occhio perfido e acutissimo. È un genio per i particolari
rivelatori, quelli che inchiodano il personaggio come lo spillone sullo
scarabeo in vetrina.
È il 1899,
siamo a Torino in via della Rocca, in una famiglia borghese composta da due
nonni, una madre e una figlia. I nonni sono archetipi di una Torino solidamente
e asfitticamente borghese. Lui, Feliciano Numis, è maggiore dell’esercito e ama
ritornare alle vicende storiche del passato che lo hanno visto attivamente
impegnato, o su momenti topici come il contrasto tra Cavour e Garibaldi (il
diavolo repubblicano, ateo e immorale), la cessione di Nizza, ecc. La nonna
Catterina domina tutta la casa e i suoi abitanti con una tempra di ferro sostenuta
da una sicurezza senza cedimenti. Sa che quello che lei vuole e fa segue regole
che non ammettono eccezioni, il suo modo di vedere il mondo è l’unico giusto,
sa che cosa è bene per sé e per gli altri. Carattere diffuso e ben noto, credo,
a molti lettori. Il marito è sostanzialmente ininfluente e trascurabile, non
come personaggio ma come persona all’interno della famiglia. La figlia Maria
Luigia è malmarià (malmaritata in
piemontese) in quanto vent’anni prima ha fatto una mésalliance ed è stata abbandonata dal marito di cui non si parla
mai. Di conseguenza ora è isterica, e ha crisi nei momenti meno indicati,
durante le quali viene curata con l’etere. È sessualmente repressa, ogni tanto
ha comportamenti fuori dalle regole come osare il rosso nell’abbigliamento e
flirtare con l’amico del fidanzato della figlia.
Giulia, la
figlia ventenne, è appena uscita dal collegio delle Figlie dei Militari, quello
delle figlie di ufficiali che stava alla Villa della Regina. Il suo passato è
fatto di lunghe noiosissime passeggiate giù dalla collina e di regole, divieti,
obblighi. Non va meglio a casa dei nonni in via della Rocca. Per questo Giulia
ha una fame, un desiderio sfrenato di libertà che si materializza nel desiderio
di avere una bicicletta. Dei personaggi, però, non è la psicologia che
interessa, o almeno la verosimiglianza psicologica, ogni personaggio e ogni
particolare è finalizzato alla ricostruzione grottesca e iperrealista di un
momento storico preciso, di tic e mode culturali dell’epoca. L’autrice è
un’entomologa preparatissima e spietata.
Questo romanzo
è animato da un intento documentaristico su una classe sociale, una città e un
momento storico, ma soprattutto da una caustica ironia, una messa alla berlina
dell’ipocrisia borghese, della chiusura e della repressione delle cosiddette
classi dominanti, insieme alla ristrettezza dell’ambiente torinese, militare e
industriale ma privo di quella componente mercantile che ha fatto di altre
città italiane centri più cosmopoliti e aperti. Nelle interminabili discussioni
in casa Numis si toccano tutti gli argomenti del momento, da Lombroso, figura
importantissima nella cultura torinese dell’epoca che torna in numerosi
romanzi, a Charcot, alle terapie contro
l’isteria, a “quello sporcaccione” del Mantegazza. La cultura del tempo entra
in tutti gli aspetti della vicenda, a partire dalla teoria di Lombroso sulla
bicicletta come strumento del crimine e incitazione al delitto, i pericoli
della sella, l’abbigliamento adatto alla bicicletta, la jupe culotte, i
ginandri.
Siamo alle
soglie della modernità: si parla di elettricità, del vapore, del treno. Dell’automobile,
della bicicletta. Della questione socialista. Dell’emancipazione femminile, dello
sport. Nulla sfugge all’occhio acutissimo e all’orecchio implacabile di
Elisabetta, e tutto questo gran chiacchierare è riprodotto in modo divertentissimo.
A Giulia viene presentato un possibile fidanzato, Augusto Witz, un giovane
tenente di origine sarda svizzera, e con lui vengono introdotti alcuni
personaggi importanti, primo fra tutti l’amico Vecellio Scipione Borgnino,
pittore di cartelloni pubblicitari, anglofilo e anglofono per distinguersi in
un ambiente francofono, egoista, presuntuoso ma interessante e curioso. Augusto
è una figura sfaccettata e meno chiusa delle altre, in fondo è quasi uno straniero
a Torino. Entusiasta della meccanica, ama il ferro. Salutista, non è romantico,
ma decide di amare Giulia perché è adatta. Esilarante è la visita dei genitori
del fidanzato, la descrizione delle fotografie dei suoceri. Anche se il
fidanzamento si fa, Giulia ha sempre il problema di trovare i soldi per
comprarsi una bicicletta. Per ironia della sorte, è proprio il fidanzato che
indirettamente e involontariamente le fornisce il mezzo per guadagnare la somma
che le manca. Giulia è coraggiosa malgrado i tentativi della nonna e della
società di piegarla alle convenzioni, sa sfidare il pericolo corteggiandolo e
trova una via che non vi dico per non rivelare troppo della trama. Sfidando le
convenzioni, si trova a frequentare ambienti e persone completamente nuovi;
incontra pittori e modelle, giovani sfrontati che la trattano in maniera
del tutto diversa da quella cui è abituata. Lei, non si sa se più ingenua o più
astuta, sembra camminare con gran piacere sull’orlo dell’abisso senza caderci
mai; o almeno così pare. La sua ingenuità si scontra con la malafede e viene
truffata della ricompensa su cui contava per comparare la bicicletta; ma la
ragazza ha molte risorse e alla fine l’agognata libertà su due ruote si
realizza. Esaltata dalla velocità, dalla libertà, dall’indipendenza, si butta
per il Valentino e oltrepassa persino la barriera del fiume. E l’autrice,
reticente e maliziosa, ci lascia nell’ambiguità di sapere se davvero la
bicicletta ha conseguenze così nefaste sulla virtù delle ragazze. Il linguaggio
è straordinariamente evocativo con il suo impasto di piemontese e francese, il
linguaggio della borghesia acculturata e legata alle proprie radici, e
altrettanto suggestive sono le descrizioni, prime fra tutte quella della villa
di via della Rocca o della cena di fidanzamento. In questa autentica enciclopedia
della fine Ottocento, si incontra anche il demi
monde in cui si muovono le puttane come Onorina Cantamessa ricamatrice in
bianco o la cavallerizza bionda, le malattie veneree e i farmacisti che le
curano, il Panorama, i riti mondani in Piazza d’Armi, e la toponomastica
torinese ha una precisione da mappa. Si parla di piazza Carlina con il monumento
a Cavour e l’Albergo di Virtù, del nuovo monumento a Vittorio Emanuele II in
corso Vittorio, di negozi del tempo precisamente ubicati con tanto di insegne,
e alla fine è difficile staccarsi da quel piccolo mondo antico che ci ha fatto
molto ridere rinascendo, vivo e nitido come
un’antica stampa bavarese nelle pagine (virtuali) di Elisabetta Chicco
Vitzizzai.
mercoledì 1 maggio 2013
Lunedì 6 maggio 2013, alle 18, presso il Centro Pannunzio in via Maria Vittoria 35/H a Torino, Consolata Lanza a colloquio con Elisabetta Chicco Vitzizzai, autrice del romanzo EROS IN BICICLETTA.
Questo il testo dell'invito alla presentazione del bel romanzo di Elisabetta Chicco Vitzizzai, scrittrice dalla penna acuta e divertente, che vale la pena di venire ad ascoltare sempre e comunque: ma la cosa interessante è che si presenta un ebook - e non l'ho mai fatto prima. Quindi venite in tanti e con tante domande. Elisabetta e io vi risponderemo volentieri.
Questo il testo dell'invito alla presentazione del bel romanzo di Elisabetta Chicco Vitzizzai, scrittrice dalla penna acuta e divertente, che vale la pena di venire ad ascoltare sempre e comunque: ma la cosa interessante è che si presenta un ebook - e non l'ho mai fatto prima. Quindi venite in tanti e con tante domande. Elisabetta e io vi risponderemo volentieri.
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lunedì 4 marzo 2013
Appena uscito da DuDag, "la tua casa editrice online", il mio libro di racconti LA RAGAZZA IN TAILLEUR ROSSO FUOCO.
Siccome ci tengo a essere in accordo con i tempi, lo dico così: nuntio vobis gaudium magnum! Sì, perché sono molto contenta che oggi è apparso sul sito di DuDag il mio libro di racconti La ragazza in tailleur rosso fuoco e altri racconti. Sono contenta perché mi piace DuDag, casa editrice eclusivamente online, perché mi è molto simpatico l'editore Lorenzo Baravalle e questa collaborazione mi rallegra.
Per non stare a fare altre storie su queste mie storie, metto di seguito il DuDy, cioè la presentazione che DuDag mette a disposizione dei lettori.
Dice:
Ah, tu scrivi racconti? E quand’è che
farai un bel romanzo, che finalmente ti posso leggere?
Dice:
Uh, una raccolta di racconti.
Dice:
Ah guarda, a me piace un sacco leggere,
ma i racconti no. I racconti non mi piacciono.
E
invece a me i racconti piacciono moltissimo. Mi piace leggerli, e mi piace
scriverli. Il racconto non è il gradino di una scala che porta al romanzo: è un
genere a sé, parecchio difficile. Non consente tempi morti, lunghe spiegazioni,
traccheggiamenti, riempitivi, false piste. Deve creare un mondo in poche
pagine. Una sfida per l’autore. E se il racconto è bello, un gran piacere per
il lettore.
La ragazza in tailleur rosso fuoco si fermò
di colpo. Parve riflettere un attimo poi mollò uno schiaffone sulla faccia del
giovanotto in completo nero e camicia bianca. Sbam, da destra a sinistra, sbam,
da sinistra a destra con il dorso della mano, sbam, sbam, sbam, cinque cattive
sberle, senza sforzo perché erano alti uguali. Solo quando la sua mano si mosse
per la sesta volta lui si decise a afferrarle il polso. Qualche passante
allarmato già li circondava. Ma l’uomo si limitò a voltare le spalle e
andarsene, incurante del sangue che gli colava sulla guancia ferita dall’anello
di lei. La ragazza frugò nella piccolissima tracolla di vernice, estrasse un
mazzo di chiavi e marciò via sui tacchi alti senza neanche lanciarsi
un’occhiata attorno. Svoltò in via Giulio lasciandosi dietro una scia di
profumo e sudore eccitato. Qualcuno la vide infilarsi in una Ska argentata e
sgommare verso corso Valdocco. Come reagireste voi davanti a una scena come
questa? Nel racconto che apre la raccolta La
ragazza in tailleur rosso fuoco possiamo scoprirne le conseguenze nella
vita di un cassintegrato, una ciclista, una Bionda Naturale, un meccanico
palestrato, una che sogna le nevi del passato...
I racconti
di questo libro girano intorno a argomenti molto vicini alla nostra vita, come
l’amore, l’odio, la difficoltà dei rapporti interpersonali, il tempo che passa,
la necessità di lottare per raggiungere le proprie mete, la facilità di
rifugiarsi nell’autoinganno. Gli equivoci che si accompagnano ai sentimenti, le
direzioni sbagliate che si infilano credendo fermamente di essere quasi
arrivati. I personaggi sono quelli che sfioriamo tutti i giorni alla fermata del
tram, con qualche eccezione: la protagonista di Guancette rosse è appesa su una parete della National Gallery di
Londra, quella di La vocazione se ne
sta nel suo convento in rovina dedicandosi alla sua teologia molto alternativa
e rivoluzionaria, non l’incontreremo mai se non andiamo a cercarla. Ma le
coppie troppo acerbe come Paoletta e Roberto di L’amore breve, Gianni e Eulalia di Primo amore le abbiamo viste
mille volte ai giardini sotto casa, perse nel loro fragile mondo a due. La
confusione di Luisa in Flipper è
stata la nostra o quella di cui la nostra amica del cuore ci ha inondati per
anni. La quieta follia d’amore della donna che parla in Verdure è speculare all’ironia disincantata della narratrice di Questione di gusti. E quando siamo Tutti in coda alle poste, al Lidl o al
multiplex, intorno a noi vediamo
esattamente le stesse facce che vede Anna, e facciamo gli stessi incontri. I
racconti ci permettono di entrare in molte vite, in molte storie, in poche
pagine, di parlare delle alternanze del cuore a vent’anni e a cento, di chi si
aggrappa a illusioni tenaci e di chi odia sé e gli altri, del metodo più
spiccio per liberarsi delle zavorre che limitano la libertà, di immaginare quello
che sta dietro a un quadro famoso: tutto questo distribuito in dodici racconti
di varia lunghezza.
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lunedì 25 febbraio 2013
Una Tartarughina in rete: DuDag, la casa editrice online di Lorenzo Baravalle
Lorenzo Baravalle è il fondatore della casa editrice
online DuDag. La prima volta che ho visto questo giovanissimo editore, durante
un happening letterario con Massimo Tallone, se ne stava in un angolo
smanettando sul suo iPad, attentissimo a quello che veniva detto. Ne sono stata
subito incuriosita, e ho deciso di sottoporgli qualche domanda.
Prima di tutto, e ovviamente, mi piacerebbe sapere
come e quando è nata DuDag, e da che cosa ti è venuta l’idea di crearla. Questo
è l’aspetto che mi interessa di più.
Risposta: DuDag è nata un giovedì pomeriggio
all’Università. Stavo pensando che la musica ormai da anni conosce il digitale,
i video hanno YouTube, ma per i libri non c’era ancora nulla che si rivolgesse
solo e soltanto al formato elettronico. Mi sono messo a disegnare il logo, ho
pensato a che politica avrebbe avuto il portale, e la risposta fin da subito è
stata una: “Trasparenza”.
DuDag non vuole essere una casa editrice, ma un
luogo dove autori e lettori si possono incontrare, parlare di scrittura, trama,
intreccio e personaggi. Un luogo dove poter comprare un buon libro senza
spendere un capitale, e dove l’autore è al centro.
Poi vorrei sapere da chi è costituita: ci sei
solo tu o ci lavorano anche altri?
R. Al momento la Tartarughina, come viene chiamata
su Twitter, si regge solo sulle mie spalle, anche se devo ammettere che un
sacco di Amici si stanno appassionando al progetto e mi stanno dando una grossa
mano. In primis i miei genitori, che mi hanno spinto da subito a trasformare
l’idea in qualcosa di più, Federica, la mia fidanzata, che mi dà una mano nel
contatto con gli autori, Stefano, il grafico che si occupa delle “campagne
pubblicitarie” che accompagniamo ai libri più amati dai lettori e soprattutto
il Comitato di Lettura, che per ovvi motivi di oggettività vorrei poter
mantenere nell’anonimato.
Lascio per ultimo Massimo Tallone, perché per lui è
un discorso a parte: non appena lo incontrai capii che era una penna fatta
uomo, ama la parola in ogni forma e su ogni supporto. Grazie alle sue
segnalazioni, sono arrivati molti bravissimi scrittori su DuDag.
Quindi sono solo, ma per modo di dire. Sono
circondato da persone che vogliono molto bene a DuDag.
L’hai costruito tu il sito? Chi realizza i DuDy?
R. Per la costruzione vera e propria del sito, mi
sono fatto aiutare da un ricercatore del Politecnico di Torino, e da un grafico
di professione.
I DuDy, ovvero le due pagine, scaricabili
gratuitamente e accompagnate a ogni scritto presente sul sito, sono prodotte
dagli autori stessi: chi meglio di loro può spiegare l’essenza del proprio
libro? Infatti non è un riassunto, ma il cuore pulsante del libro.
Questa è la dimostrazione di quello che dicevo
prima: l’autore al centro. Con gli onori, ma anche con gli oneri. Nell’editoria
attuale non bisogna aver paura di gettarsi nell’arena, e questo lo dico sia per
gli scrittori, sia per i lettori, che non devono farsi spaventare dal mezzo
digitale.
Come scegli gli autori di Dudag?
R. Grazie al Comitato di Lettura, o dietro la
segnalazione di “un’autorità” in campo letterario. Il già citato Massimo
Tallone, ma non dimentichiamoci che abbiamo pubblicato ben due finalisti del
Premio Italo Calvino, la più importante competizione italiana per scrittori
inediti. Un risultato incredibile e inaspettato per un “editore” digitale come
DuDag.
Come giudichi l’esperienza finora? Hai avuto una
buona risposta dai lettori e dagli autori?
R. L’esperienza è incredibile, sono cresciuto
tantissimo in pochi mesi: DuDag è pur sempre una start up, con tutti i problemi
e difficoltà che ha qualunque impresa all’inizio. Ma sono molto contento di
aver intrapreso questa avventura.
La risposta è in continua crescita, la comunità di
“DuDagers” si sta allargando giorno dopo giorno, ed è una cosa bellissima: io
non voglio avere “clienti”, ma persone appassionate come noi alla lettura e
alla cultura in generale, che abbiano la nostra stessa voglia anche di riderci
sopra. La lettura è diventata “troppo seria”, forse è proprio questo il
problema dell’allontanamento dal libro.
Gli autori sono incredibilmente felici ed entusiasti
del mezzo internet: secondo me sono loro prima di tutti, ad aver capito le
potenzialità della rete. “Uno dall’altra parte del mondo può comprare il mio
libro anche se il mio editore non può distribuirlo nelle librerie.”
Hai in mente progetti futuri per la casa
editrice? Come immagini che si svilupperà?
R. C’è qualcosa che bolle in pentola, con il web non
si può mai stare fermi, ma bisogna continuamente innovarsi, anche per offrire
cose nuove e utili agli utenti. In questo senso, ad esempio, stiamo cominciando
a pensare all’applicazione per smartphone e tablet.
Di se stesso, Lorenzo
Baravalle dice:
Ho 22 anni, mi sono
laureato a settembre in Scienze della Comunicazione, e ho un gravissimo morbo
chiamato “pallacanestro”. Cerco di avere una vita semplice, anche se alla fine
sono io quello che se la complica maggiormente: non sono mai riuscito a stare
fermo, cerco emozioni, sensazioni e profumi sempre nuovi.
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martedì 23 ottobre 2012
Un vampiro e una ciclista, accoppiata insuperabile: Chiara Negrini e Elisabetta Chicco Vitzizzai
Oggi non annoio nessuno con le mie opinioni giustamente opinabili, niente giudizi né seriose recensioni: solo un consiglio da amica, scaricate questi due ebook e fidatevi di me, vi divertirete e ne trarrete molto giovamento. Il primo è Pedar, al Vampir d'la Basa di Chiara Negrini,bravissima illustratrice e scrittrice molto spiritosa.. E' un racconto di vampiri scritto in viadanese, veronese e piacentino "arioso", con traduzione italiana al fondo. E Pedar è un vero vampiro, mica una parodia, ma vive nella Bassa Mantovana, parla dialetto, beve lambrusco e viene morso sul culo da un cane vampiro mentre va alla melonaia. Potete immaginare che con questi presupposti è molto difficile annoiarsi leggendolo. Inoltre, il ricavato della vendita è devoluto alle vittime del terremoto in Emilia, quindi potete provare il brivido di sentirvi più buoni mentre vi fate una risata: divertente e benefico, riuscite a immaginare qualcosa di meglio? Lo trovate su Amazon a 2,68 €.
Per continuare a essere di buonumore con una lettura intelligente, scaricate da Amazon (a 1,03 €) anche Eros in bicicletta di Elisabetta Chicco
Vitzizzai, incantevole racconto d'ambientazione torinese in cui l'emancipazione femminile passa attraverso le ruote di una nuovissima invenzione, anche se non si tratta ancora di quelle fatidiche quattro ruote che presto cambieranno il destino della città. Giulia cambia il proprio destino pedalando, e la penna precisissima e ironica dell'autrice ne segue i vagabondaggi che la porteranno verso la libertà.
Entrambe le copertine di questi ebook sono state disegnate dalle due autrici, alle quali va tutta la mia ammirazione e l'invidia, sincera e benevola, di una che ha sempre desiderato saper disegnare.
Per continuare a essere di buonumore con una lettura intelligente, scaricate da Amazon (a 1,03 €) anche Eros in bicicletta di Elisabetta Chicco
Vitzizzai, incantevole racconto d'ambientazione torinese in cui l'emancipazione femminile passa attraverso le ruote di una nuovissima invenzione, anche se non si tratta ancora di quelle fatidiche quattro ruote che presto cambieranno il destino della città. Giulia cambia il proprio destino pedalando, e la penna precisissima e ironica dell'autrice ne segue i vagabondaggi che la porteranno verso la libertà.
Entrambe le copertine di questi ebook sono state disegnate dalle due autrici, alle quali va tutta la mia ammirazione e l'invidia, sincera e benevola, di una che ha sempre desiderato saper disegnare.
sabato 11 febbraio 2012
Ebook: Consolata Lanza, Lei coltiva fiori bianchi
Lei coltiva fiori bianchi è il titolo di un mio romanzo uscito nel 2007 con le edizioni CS_libri. Una bellissima edizione cartacea, con prefazione di Silvia Treves e fotografie di Cettina Calabrò, cui sono molto affezionata. Adesso ne ho fatto un'edizione digitale in vendita su Amazon al link qui sopra, a 1,17 dollari, cioé 0,76 €. Con la benedizione del mio editore Massimo Citi che è molto avanti, ho voluto provare questa strada su cui intendo proseguire. Non è che mi aspetti molto in fatto di vendite o visibilità, ma sono curiosa e mi piace sperimentare. Inoltre penso che siamo vicini a una svolta decisiva per quel che riguarda i libri. Non so se in futuro continueranno a attirare e avere il peso che hanno adesso, cartacei o digitali che siano. Penso che forse spariranno in quanto assemblamento di pure e semplici parole. Ma non voglio cominciare un discorso in cui hanno detto la loro persone molto ma molto più qualificate di me, e anche molti che parlano (e scrivono) giusto perché hanno la lingua in bocca, o la penna in mano. A chi è interessato consiglio di frequentare questo blog dove se ne discute con competenza e acutezza. Io nell'ebook ci credo, e amo molto il mio ereader. In fondo è la realizzazione di un sogno che ho da sempre, quello della biblioteca portatile, dell'enciclopedia impalpabile.
Due parole anche sul contenuto del romanzo. Si parla di due donne che si incontrano per caso e diventano amiche: una, Gloria, donna matura che coltiva un giardino fatato nella campagna piemontese, ha fatto una scelta esistenziale opposta a quella di Bea, giovane giornalista che va a intervistarla nel suo eremo. Anche le svolte che il destino riserva alle due donne sono diverse, e entrambe le affrontano come possono e come sanno, tra Goa e Torino. La scelta è tra il coraggio e la sicurezza, argomento trito ma (spero) ancora capace di suscitare interesse. Sarei felice di poter pensare che sono riuscita a coinvolgere qualcuno con le storie di Bea e Gloria.
Due parole anche sul contenuto del romanzo. Si parla di due donne che si incontrano per caso e diventano amiche: una, Gloria, donna matura che coltiva un giardino fatato nella campagna piemontese, ha fatto una scelta esistenziale opposta a quella di Bea, giovane giornalista che va a intervistarla nel suo eremo. Anche le svolte che il destino riserva alle due donne sono diverse, e entrambe le affrontano come possono e come sanno, tra Goa e Torino. La scelta è tra il coraggio e la sicurezza, argomento trito ma (spero) ancora capace di suscitare interesse. Sarei felice di poter pensare che sono riuscita a coinvolgere qualcuno con le storie di Bea e Gloria.
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