Si sa che la vita a volte, bontà sua, attraverso percorsi insoliti ci riserva sorprese veramente piacevoli. E questa volta è stata la congiunzione di curiosità (dell'autore) e cortesia (dell'autore e dell'editore Enrico Cavallito di Impremix Edizioni) che mi ha portato alla scoperta di Santa Ilde di Porta Palazzo di Giuseppe Giordano.
Dico subito che si tratta di un romanzo davvero fuori dall'ordinario. La storia di Ilde, trans sui generis, si svolge a Torino, a Porta Palazzo e dintorni. Ilde è giovane, bella, sola e vulnerabile, in un mondo difficile e cattivo. Sa muoversi ma le difficoltà sono davvero tante, in un pullulare di personaggi straordinari. Per fortuna c'è l'amore, non solo quello mercenario (che può servire nei momenti di necessità) ma l'amore vero, a volte solo sognato a volte concreto e salvifico. Il valore aggiunto, ciò che trasforma quella che potrebbe essere solo una storia a forti tinte, patetica, quasi cristologica, in uno straordinario pezzo di bravura è la scrittura sincopata, spezzettata, spesso modellata sulla stringatezza degli sms, e la sterminata capacità immaginativa e creativa, ricca di neologismi e libera da qualsiasi vincolo strutturale. In un crescendo esuberante, frenetico, direi incontenibile, di inventiva
linguistica, la storia corre con Ilde tra violenza paradossale, masochismo, sesso come sopraffazione e
umiliazione, in uno slalom continuo nei rapporti molto complessi tra i personaggi, fino all'ironica logicità della conclusione. Giuseppe Giordano ha un'incredibile capacità
d'immedesimazione nei processi mentali più diversi, dalle trans alle maman africane che praticano il vudù e venerano la dea Yurugu, dai tossici alle donne delle pulizie, dalla zingara ai criminali di ogni nazionalità, e sono solo esempi.
Santa Ilde di Porta Palazzo è un romanzo intensamente nuovo e insieme spontaneo, più che naturale nell'effetto. Non sto dicendo che è un libro facile, sto dicendo che è un libro bello e fuori dall'ordinario, che unisce l'interesse dell'ambientazione alla sperimentazione linguistica e strutturale, all'umanità dei personaggi e alla straordinaria conoscenza di una Torino esotica e sotterranea, in cui leggi e regole sono stravolte, e la vita è un rischio pieno di sorprese. Non si può che concordare con l'osservazione dell'editore nella nota introduttiva, Giuseppe Giordano è un autore sicuramente sopra la media e in tempi e luoghi più giusti e sensati avrebbe fama (almeno) nazionale.
