venerdì 2 febbraio 2024

Pagine in viaggio - Metropolis, a cura di Giorgio Enrico Bena

   Una delle molte belle antologie prodotte dalle Edizioni Neos, il cui titolo mi ha attirata appena l'ho letto. Pagine in viaggio, questo fa per me, ho pensato. E infatti la lettura è stata davvero gradevole e interessante. 

Le metropoli di cui si parla nel testo sono quindici, di cui ne ho visitate solo sette. Il mio cuore di viaggiatrice ha perso qualche battito al pensiero, però è stato bello confrontare i ricordi di quelle che conosco e scoprire qualcosa sulle altre. Riccardo Marchina ci parla di Mosca, Darwin Pastorino di San Paolo, Giorgio Enrico Bena di Pechino, Paolo Camera di Tbilisi, Anna Balbiano d'Aramengo di Toronto, Caterina Schiavon di Delhi, Teodora Trevisan di Atene, Giorgio Macor di Tokyo, Paolo Calvino di Vienna, Fernanda De Giorgi di Mumbay, Ornella Corradi di Dubai, Raffaele Tomasulo di Vancouver, Franca Rizzi Martini di Saigon, Carlotta Graffigna di Ginevra e Germana Buffetti di Città del Messico. Sono testi brevi e talora brevissimi in cui l'elemento narrativo spunta solo qualche volta, mentre più spesso prevalgono la descrizione e l'informazione, le impressioni visive, le osservazioni degli autori di cui si possono intuire gusti e giudizi. 

E' una lettura molto stimolante, di ogni città che conoscevo mi veniva subito voglia di aggiungere la mia esperienza, per quelle sconosciute mi spuntava in cuore un desiderio di vederle con i miei occhi... Per viaggiatori appassionati come me ma anche per chi i racconti preferisce leggerli sul proprio comodo divano. Pagine in viaggio - Metropolis è un libro che fa peccare di desiderio e fa sognare, può spingere a ripercorrere le orme degli autori o a leggere bevendo un tè con due biscottini. Viaggio e racconti sono un'accoppiata vincente, quando poi gli autori sono brillanti come quelli di Metropolis, non si può che arrendersi alla lettura.  
   

sabato 27 gennaio 2024

Kasem Mohammed Ibrahim, Tra terre amare. Undici traversate più due

 A cura di Federica Altieri, Maurizio Dematteis, Marcella Rodino. Postfazioni di Fulvio Bonelli e Fredo Olivero.

Un libro veramente fuori dalla media, e decisamente al di sopra in quanto a interesse e significato. Un libro consigliato a tutti, e in particolare a quelli che temono gli immigrati senza mai averne avvicinato nessuno di persona, e mettono insieme tutti coloro che cercano di attraversare i nostri confini, ridotti a numeri che fanno paura perché vengono identificati tutti quanti come portatori di spaccio, ladri di posti di lavoro, pericoli sempre e comunque. Dimenticando che sono ormai 5 milioni, l'8,6% della popolazione italiana, e moltissimi altri continuano a premere per entrare.

Questo libro fa un miracolo, cioè mette in contatto direttamente l'italiano e il profugo, chiamiamolo così. L'autore è un egiziano del Delta, da sempre desideroso di venire in Italia alla ricerca di una vita migliore. Kasem Mohammed Ibrahim racconta in prima persona la sua vita da ragazzo, da studente (non proviene da una situazione di miseria, ma non vedeva davanti a sé nessuna prospettiva di lavoro e miglioramento), la sua famiglia con cui continua ad avere fortissimi legami, gli indicibili sforzi fatti per riuscire ad arrivare in Italia, compresi due anni trascorsi in Libia perché di lì era più facile riuscire a trovare un passaggio. Le innumerevoli traversate che avevano sempre la solita conclusione, il rimpatrio. Finché non riuscì a arrivare a Torino dove comincò a lavorare da clandestino nell'edilizia (sapete quelli che si vedono arrampicarsi sulle impalcature senza precauzioni). Le difficoltà divennero altre, trovare lavoro sufficiente per vivere, trovare casa, e così via. Kasem riuscì a riprendere gli studi, trovare degli amici e una ragazza che gli voleva (e gli vuole) bene. Ma c'erano ancora le due "traversate" in più... Un gravissimo incidente sul lavoro e la massima ingiustizia, il carcere per un cavillo burocratico. Ma anche i mali talvolta lasciano delle conseguenze positive: Kasem ottiene finalmente il permesso di soggiorno, si laurea, ha due figli e si sposa, lavora in libreria e alla Cooperativa Sociale di Mirafiori, con l'aiuto della moglie e di due volontari del Gruppo Abele scrive il libro di cui vi sto parlando. Il bilancio alla fine è ampiamente positivo, ma il prezzo pagato è altissimo e ingiusto. 

Molto coinvolgente alla lettura, "Tra terre amare" conserva il timbro della voce che parla, la narrazione è più emotiva che informativa, acchiappa e interessa, accenna e lascia interrogativi, non si vorrebbe abbandonarla più, viene da dire "dai, vai avanti", "spiegami meglio". Un grande plauso va ai tre italiani che hanno curato questo libro con l'autore, cui mi piacerebbe rivolgere qualche domanda proprio sul "come" è nato. Un testo importante, una storia a lieto fine che prospetta la possibilità di "una vita insieme" (come dice Fredo Olivero) in cui i vantaggi sono sia per chi arriva che per chi, almeno in teoria, accoglie. 
     

martedì 23 gennaio 2024

Domenico Notari, I borghi invisibili. Quattro leggende per quattro tradizioni ormai mute

 Agile ma ricchissimo questo volumetto, con prefazione di Giulio Leoni e illustrazioni di Enzo Lauria, precise, fantasiose e ironiche. E' luogo comune che l'Italia non si presti al racconto gotico, e più ancora per quella parte dell'Italia definita sbrigativamente Meridione. Un altro luogo comune, per una terra che più correttamente andrebbe indicata come il primo e vero Regno italiano storicamente riconoscibile (dalla prefazione). Non so se i quattro racconti che compongono questa raccolta si possano definire gotici, non me intendo molto di categorie letterarie, ma sicuramente sono incantevoli. Intanto scritti con una lingua vivace, perfettamente adatta alle vicende lontane nel tempo e insieme di stupefacente modernità, poi sorprendenti e piacevolissimi alla lettura. Ambientati ognuno in un diverso paesino del Salernitano, raccontano leggende nate dalla fantasia dell'autore ma pronte a diventare classici a Palomonte, Serre, Roscigno e San Cipriano Picentino. E non sono storie da poco: in La rivolta dell'automa un'invenzione avvenirista, un automa in veste di chierichetto, riesce a mescolare storia e politica  rovesciando beffardamente idee date per scontate; Un monumento alla fedeltà unisce una leggenda dolorosa al ricordo di un amore basato sulla fedeltà e la dedizione tra un re e il suo cane, così esemplare che fu immortalato nientemento che da Antonio Canova; L'usignolo di Roscigno, La leggenda del cavalier Mazzeo, narrata da un monaco benedettino, ci parla di un giovane scienziato il cui destino si intreccia con un lago senza fondo che compare miracolosamente, un usignolo, una misteriosa creatura che anch'essa canta dalle oscure profondità del lago e con la straordinaria invenzione di uno scafandro che si trasforma in fantasma affiorante nei giorni di scirocco. Infine Il fanciullin cortese mette in scena Benedetto Croce in un momento molto doloroso della sua vita, salvato dalla tentazione del suicidio da un misterioso fanciullo che è Jacopo Sannazzaro.

Questa brevissima sinossi già può dare l'idea del piacere di cui questo libro è prodigo, ma la lettura è allietata ancora da una serie di tavole disegnate da Enzo Lauria che riassumono le varie vicende con allegra maestria. Quindi non posso che concludere dicendo: leggetelo!  

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


sabato 20 gennaio 2024

Gli occhi per piangere: Senza i tuoi occhi, di Filippa D'Agata

 Un giallo molto particolare, in cui più che l'indagine o la soluzione, conta la struttura, la costruzione dei personaggi e l'atmosfera di misteriosa angoscia che pervade la narrazione. 

Siamo sul Lago Maggiore, e intorno al lago ruota l'orrore da cui inizia la vicenda: quattro cadaveri di donne affiorano dalle acque, tutte private degli occhi. Da qui nasce tutto l'impianto narrativo, le ricerche sull'identità delle vittime, le beghe della cittadina di provincia, e in mezzo a tutto la protagonista, la marescialla (o maresciallo?) dei Carabinieri Olivia Pastorina, giovane donna coraggiosa e appassionata del suo lavoro, affiancata dal brigadiere Franceschi. Naturalmente una donna che si trova in una posizione di tale responsabilità in un ambiente molto maschile si scontra con difficoltà di ogni genere, ma Olivia è una tosta, molto intelligente e fortemente empatica. La narrazione (su cui non dirò più una parola ovviamente) procede spedita e alternata con pagine in cui una voce dolorosa e spaventata, di cui non conosciamo l'identità, ci pone di fronte a un mondo di sofferenza e oscurità. In questa storia il passato conta molto e Olivia deve affrontarlo senza esserne stritolata.

Un poliziesco molto particolare e assolutamente da leggere, in cui il tocco femminile si manifesta sia nella scrittura delicata pur affrontando momenti d'orrore, sia nell'importanza data al dolore incolpevole e crudele dell'infanzia. Appassionante e insolito.    

 Senza i tuoi occhi - Filippa D'Agata - Libro - Echos Edizioni - Giallo &  nero | IBS



mercoledì 17 gennaio 2024

Anche gli editori piangono: Solo piccole tentazioni, di Teodora Trevisan

 Un romanzo insieme veloce e capace di scendere nel profondo dei suoi personaggi, senza perdersi in psicologismi eccessivi ma attento a non trascurare i particolari per inseguire le svolte narrative. 


La protagonista è Camilla, energica e sicura editrice che vive a Torino. Attorno a lei i suoi collaboratori sono figure vivaci e ben delineate. Camilla vive una grande storia d'amore con il marito, Paolo, famoso architetto che vive a Genova, e la coppia si divide tra le due case di Torino e Genova, vedendosi nei weekend dato che nessuno dei due può, né vuole, rinunciare al suo lavoro. A interrompere questo sereno equilibrio giunge una proposta di lavoro a Camilla, curiosa e insolita ma allettante. E di qui parte una vicenda apparentemente tranquilla, che ha il grande pregio (per una come me che si interessa a questo mondo) di spiegare il funzionamento interno di una casa editrice in modo molto chiaro. Ma la trama non è né ingenua né prevedibile, e da un certo punto in poi si sviluppano sorprese davvero inaspettate e la storia prende una piega sorprendente, per concludersi nel rasserenante paesaggio di Venezia. Della trama ovviamente non posso dire altro (anche se non si tratta di un giallo, il fattore sorpresa è molto importante), ma quello che posso dirvi è: leggete Solo piccole tentazioni, ne trarrete piacere, spunti di riflessione e la coscienza di esservi imbattuti in un libro di valore.   


Molte voci creano un coro armonioso: Donne di parola , Le storie siamo noi

Un'antologia (e si sa quanto mi piacciono i racconti) davvero speciale: diciotto autrici, che costituiscono a Torino un gruppo abituato da tempo a collaborare, per cinquantanove racconti brevi, che partendo da 1908 ai giorni nostri descrivono con sensibilità, attenzione ai particolari, gentilezza e sincerità le tappe che hanno costruito le esistenze di tutti gli italiani. Si va da avvenimenti importanti come le guerre e le grandi trasformazioni sociali alle conseguenze che hanno avuto sulle vite di chiunque sia stato spettatore o protagonista. Le autrici partono da episodi autobiografici ma sanno sempre, con maestria e intelligenza, allargare la visuale dalle loro piccole, anche marginali, esistenze, o ricordi familiari, per illuminarne il senso. Coordinate da Claudia Manselli,
le Donne di parola costruiscono una ministoria d'Italia al femminile, che dà un gran piacere alla lettura e fa riflettere il lettore sulle sue esperienza.

domenica 27 agosto 2023

Una piacevolissima (ri)scoperta: Håkam Nesser, L’uomo con due vite

 Vergognandomi moltissimo per averlo trascurato del tutto per sette mesi, riprendo la consuetudine di recensire sul mio blog quello che leggo. D’altra parte è da poco che ho ripreso a leggere con concentrazione e piacere, gli ultimi due o tre anni per me sono stati piuttosto devastanti. Ricomincio con un tipo di libro che normalmente non mi interessa granché, un giallo, che per di più avevo già letto anni fa dimenticandomelo del tutto, ma la rilettura me lo ha fatto apprezzare parecchio. Uscito in Svezia nel 2008 e in Italia nel 2010 (Guanda, traduzione di Carmen Giorgetti Cima), mi ha colpito per l’originalità della scelta narrativa che mette al centro un


personaggio che non è il solito poliziotto con problemi sentimentali ma un uomo qualsiasi (“un bicchier d’acqua” viene definito a un certo punto) che nasconde in sé molto più di quello che vedono coloro che gli stanno vicini (il che coincide esattamente con quello che penso io e che ho cercato di raccontare nel mio ultimo romanzo, “Le case di paglia e le case di pietra”). Come in ogni giallo che si rispetti ci sono morti e  indagini, ma nulla è proprio come appare né si conclude come ci si aspetta. L’ambientazione assai gradevole è tra provincia svedese e provincia tedesca, che unita a un linguaggio veloce ma semplice e un ritmo che acchiappa senza mettere ansia, lo rende una lettura che consiglio senza esitazioni anche se, come me, non siete proprio appassionati di polizieschi.