E
per finire, due thriller, o noir, o quello che vi pare, a conferma che le penne
femminili sono maestre di perfidie e spaventi, e certe volte non c'è nessun bisogno di punire il delitto.

Con
Il pensionante (1913) di
Marie Belloc Lowndes (1868-1947) siamo invece nella Londra nebbiosissima e freddissima
di fine Ottocento. L’inizio è di quelli che acchiappano al cuore e ti stendono
a terra: Ellen e Robert Bunting, una coppia di ex domestici divenuti
affittacamere, siedono in silenzio in un gelido interno, disperati e affamati,
sull’orlo della miseria più nera. Hanno venduto tutto il vendibile, rinunciato
persino a mangiare, perso qualsiasi speranza. Quand’ecco che si odono due forti
scampanellate alla porta… Irresistibile. Il pensionante, appunto, è molto
eccentrico ma si rivela una manna del cielo: disposto ad affittare tutte le
camere vuote pur di non avere vicini, a pagare più del richiesto per non essere
disturbato, molto quieto, di giorno sta in casa a leggere la Bibbia e fare
misteriosi esperimenti, di notte esce nella fittissima nebbia e chissà dove va…
Come avrete capito non è il fattore sorpresa che conta nel romanzo, ma la
tensione che sale dalla prima pagina: Londra è sconvolta da una serie di
efferati delitti (e uso coscientemente l’espressione abusata) che avvengono
tutti secondo un rituale ripetuto, e le vittime hanno tutte le stesse
caratteristiche: prostitute o ubriacone, comunque il tipo di donne che si
possono incontrare in piena notte nei sordidi vicoli dei quartieri operai. A
poco a poco i delitti del Vendicatore (così la stampa ha soprannominato l’assassino)
si avvicinano alla dimora dei Bunting, nella centrale Marylebone Road (notate,
vicinissima a Baker Street e al mitico n221B dove abita Sherlock Holmes, e al
Museo delle Cere di Madame Tussaud, che infatti ha un ruolo cruciale nella
vicenda). Mrs Bunting comincia a essere divorata dai sospetti, mentre la sua
casa è intensamente frequentata da un giovane ispettore di polizia che oltre a
occuparsi dei casi del Vendicatore è innamorato della figlia di Mr Bunting,
temporaneamente in visita dal padre. Qui mi taccio e lascio il gusto della
scoperta ai lettori, limitandomi a qualche osservazione. In tutto il romanzo
non vi è una parola sulle vittime, che sono devianti, quindi la loro morte è
irrilevante. Solo di una si dice che era “una brava moglie, e una brava madre”
fino a che non ha cominciato a bere. Quello che fa impressione a tutti, che
sconvolge l’opinione pubblica, non è tanto la morte provocata quanto l’impunità
con cui il delitto avviene, l’interruzione del patto singolo-società. La gente
per bene sa che non potrà essere vittima del Vendicatore perché si comporta
decorosamente, non beve e la notte sta a casa. Così quando il Vendicatore comincia
a colpire di giorno, è troppo, l’indignazione per l’inefficienza delle forze
dell’ordine cresce e il capo della polizia è costretto a dimettersi. Molto interessante
è anche l’analisi minuziosa del ruolo dei media, l’attenzione agli articoli dei
giornali che soffiano sul fuoco della paura, la loro lunghezza e posizione, l’attesa
per l’arrivo degli strilloni che nel silenzio della via (o bei tempi pre inquinamento
acustico da traffico automobilistico!) portano il terrore e l’eccitazione per
il nuovo delitto. Così come la presenza massiccia dei giornalisti e lo svolgimento
delle operazioni all’inchiesta, tutta la narrazione è improntata a un’aderenza
alla realtà che l’impianto romanzesco non deforma affatto. Altro motivo che fa
di Il pensionante una lettura davvero
istruttiva oltre che divertente, è che porta alla luce, oltre alla passione per
i delitti, un’altra delle ossessioni inglesi all’origine di innumerevoli
variazioni: il rapporto tra servi e padroni. Basti pensare a Gosford Park di Altman, a Il servo di Losey, ai televisivi Upstairs and downstairs e Downton Abbey, a Ai piani bassi di Margaret Powell. I signori Bening non denunciano il
loro inquietante inquilino un po’ perché hanno paura di tornare alla miseria,
un po’ per riconoscenza e soprattutto perché è un gentiluomo. Per questo Ellen fin
dall’inizio decide di accoglierlo riconoscendolo tale dalla pronuncia e dal
modo di fare malgrado sia privo di bagagli e di aspetto un po’ equivoco, per
questo non se la prendono per le stranezze e sono sempre pronti a compiacerlo.
La upper class si sa che è sempre un
po’ eccentrica. E non è facile capire dove finiscono l’avidità e la necessità e
dove comincia la fatalistica accettazione delle differenze di classe che fa degli
inglesi, in alto e in basso, dei grandissimi snob. Infatti, politicamente il signor
Bening è un conservatore convinto. Traduzione di Rosalia Coci. Il mantello di
Inverness che il pensionante indossa e viene nominato sovente, è un mantello
con la pellegrina, per intenderci lo stesso di Sherlock Holmes. Il pensionante ha avuto cinque
trasposizioni cinematografiche tra il 1927 e il 2009.
Marie Belloc Lowndes, di padre
francese e madre inglese, nacque a Londra e trascorse la giovinezza in Francia;
appartenente a una famiglia ricca di celebrità (il fratello, Hilaire Belloc, fu
un famoso poeta e scrittore cattolico) fu scrittrice prolifica e di successo
fino alla morte.
2 commenti:
Ottimo, Consolata. Sicuramente le tue dimenticate meritavano un buon ricordo. Dalla prox settimane le passerei su LN, va bene?
Più che bene! ciao
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