mercoledì 26 novembre 2014

La passione disperata e la difficoltà di amare: James Purdy, Rose e cenere

Che strano, disturbante libro è questo. Ambientato a Chicago negli anni della Grande Depressione, con un soffio di guerra che incombe, segue le vicende di un gruppo di personaggi in continua, fluida trasformazione. Sono tutti variamente emarginati, diversi, esclusi, non omologati, e impossibili da definire secondo i parametri letterari comuni. Seguiamo i complessi intrecci sessuali e passionali che legano lo scrittore fallito Eustace detto Ace, sua moglie Carla, la pittrice Maureen, il giovane e fatale Amos, il virile, inconsapevole e stoico Daniel, Reuben il milionario, l'ufficiale sadico e molti altri. Ognuno di loro ha in sé un nucleo oscuro di disperazione, di angoscia, di bisogni insoddisfatti, che lo spinge a comportamenti a volte incomprensibili a volte autodistruttivi, in una lotta che è tanto di potere quanto d'amore, dove l'omosessualità è una forza oscura, misteriosa, fatale e inevitabile. Tutti tranne Reuben hanno sempre un disperato bisogno di denaro, ma di fronte alla potenza irresistibile della passione anche il denaro non può nulla. La vicenda che comincia come commedia presto si trasforma in un melodramma che trascolora in tragedia per concludersi in puro splatter passando per il delirio a due e il martirio. Su tutto aleggia un disperato romanticismo che seduce e trascina, senza dimenticare un tocco di magia. Quella che dispiace un po' è la traduzione di Attilio Veraldi, legnosa, impacciata e incerta che non aiuta a lasciarsi andare, il contrario di quello che un romanzo così insolito richiederebbe. Io ho fatto parecchia fatica all'inizio, ma poi il fascino di questo mondo antirealistico, percorso da passioni troppo grandi per essere verosimili e insieme esemplari, la violenza di certe scene mi ha conquistata e non credo che lo dimenticherò facilmente. Lo consiglio ai lettori forti, a quelli che in un libro non cercano solo evasione o imitazione della realtà, ma sono disposti a seguire l'autore nella sua calata agli inferi tra le luci (poche) e le ombre dell'ossessione sessuale e amorosa. A chi ha questo coraggio, Rose e cenere potrà dare molto.
James Purdy (1909-2009) è un personaggio molto interessante: amatissimo e protetto da scrittori e artisti, non raggiunse mai una diffusa popolarità malgrado successive riscoperte, neanche all'interno della comunità gay. Rose e cenere uscì nel 1956 con il titolo Eustace Chisholm And the Works suscitando parecchio clamore per la scabrosità del tema, e anche se la critica rimase fredda fu il suo libro che vendette di più.      

2 commenti:

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

...hai suscitato la mia immensa curiosità, ma sto scoprendo che il volume non è di facile reperibilità... :-(

Un caro saluto
Orlando

consolata ha detto...

È molto strano, quando ho comprato l'ebook l'ho trovato subito, non mi ricordo se su Amazon o su qualche altra piattaforma, ma adesso ho provato a cercarlo e non l'ho più trovato. Forse dipende dal fallimento di Baldini e Castoldi l'anno scorso, magari c'è qualche contenzioso In atto. Questo è un grosso limite dell'ebook, che non te lo posso prestare!