
Ines ci narra con molta attenzione, semplicità e precisione le sue vicende: l'infanzia serena in un paese vicino a Caserta, l'amato padre comunista che per primo le insegna il coraggio e la capacità di pagare di persona per le proprie idee, la mamma, la nonna, le sorelle, le numerose e vivaci persone che animano vie e cortili, l'asilo, le suore reticenti, il cibo indimenticabile... Riesce a far rivivere un mondo con mezzi minimi e una gran naturalezza. Poi la morte del padre, l'abbandono degli studi, il trasferimento a Milano, la militanza nell'Unione dei Marxisti-Leninisti, il lavoro in fabbrica, le lotte, e poi ancora Torino, altre lotte e finalmente l'approdo sempre vagheggiato, Mirafiori. Siamo negli anni fatidici del 1979-80, i 61 licenziati in odor di terrorismo, gli scioperi duri, la marcia dei 40.000, i 23.000 in cassa integrazione. E accanto scorre la vita di una ragazza, le sue amicizie e i suoi (discretissimi) amori, i compagni, le moltissime figure che attraversano la sua strada descritti con pochi tratti e molto equilibrio. Poi gli anni in Nicaragua a inseguire il sogno di una rivoluzione realizzata, i nuovi amici e i nuovi affetti, il lavoro, le scoperte e le delusioni. Infine il ritorno in Italia, a Torino, le difficoltà terribili di reinserimento, il lavoro in una cooperativa che si occupa di malati mentali e disadattati, i "ragazzi" descritti a uno a uno con affettuosa attenzione, i rapporti con i colleghi e la direzione, le nuove delusioni... Tutta una vita condivisa con il lettore con una sincerità che conquista e un linguaggio semplice e diretto che non si può che ammirare.
Un libro secondo me davvero speciale, un documento su tempi importanti e vicende importanti narrate da una protagonista dall'occhio acuto e dalla mente equilibrata, che ristabilisce la verità, oggi così spesso distorta e fraintesa.
Pubblicato nel 2007 da Stampa Alternativa, A casa non ci torno si trova in rete su parecchie piattaforme di vendita (in formato cartaceo).
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