domenica 2 luglio 2017

Un libro che lascia il segno: Giuseppe Giordano, Santa Ilde di Porta Palazzo

Si sa che la vita a volte, bontà sua, attraverso percorsi insoliti ci riserva sorprese veramente piacevoli. E questa volta è stata la congiunzione di curiosità (dell'autore) e cortesia (dell'autore e dell'editore Enrico Cavallito di Impremix Edizioni) che mi ha portato alla scoperta di Santa Ilde di Porta Palazzo di Giuseppe Giordano.

Dico subito che si tratta di un romanzo davvero fuori dall'ordinario. La storia di Ilde, trans sui generis, si svolge a Torino, a Porta Palazzo e dintorni. Ilde è giovane, bella, sola e vulnerabile, in un mondo difficile e cattivo. Sa muoversi ma le difficoltà sono davvero tante, in un pullulare di personaggi straordinari. Per fortuna c'è l'amore, non solo quello mercenario (che può servire nei momenti di necessità) ma l'amore vero, a volte solo sognato a volte concreto e salvifico. Il valore aggiunto, ciò che trasforma quella che potrebbe essere solo una storia a forti tinte, patetica, quasi cristologica, in uno straordinario pezzo di bravura è la scrittura sincopata, spezzettata, spesso modellata sulla stringatezza degli sms, e la sterminata capacità immaginativa e creativa, ricca di neologismi e libera da qualsiasi vincolo strutturale. In un crescendo esuberante, frenetico, direi incontenibile, di inventiva linguistica, la storia corre con Ilde tra violenza paradossale, masochismo, sesso come sopraffazione e umiliazione, in uno slalom continuo nei rapporti molto complessi tra i personaggi, fino all'ironica logicità della conclusione. Giuseppe Giordano ha un'incredibile capacità d'immedesimazione nei processi mentali più diversi, dalle trans alle maman africane che praticano il vudù e venerano la dea Yurugu, dai tossici alle donne delle pulizie, dalla zingara ai criminali di ogni nazionalità, e sono solo esempi. 

Santa Ilde di Porta Palazzo è un romanzo intensamente nuovo e insieme spontaneo, più che naturale nell'effetto. Non sto dicendo che è un libro facile, sto dicendo che è un libro bello e fuori dall'ordinario, che unisce l'interesse dell'ambientazione alla sperimentazione linguistica e strutturale, all'umanità dei personaggi e alla straordinaria conoscenza di una Torino esotica e sotterranea, in cui leggi e regole sono stravolte, e la vita è un rischio pieno di sorprese. Non si può che concordare con l'osservazione dell'editore nella nota introduttiva, Giuseppe Giordano è un autore sicuramente sopra la media e in tempi e luoghi più giusti e sensati avrebbe fama (almeno) nazionale.

2 commenti:

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

Mi sembra molto interessante!
Porta Palazzo è un luogo particolarissimo, una sorta di micro-città all'interno della nostra città e ammetto che pur lavorandoci a meno di 400 metri di distanza, per me è un luogo quasi sconosciuto...
Credo che Porta Palazzo, nel suo essere crocevia di mille tipi diversi di persone e cose, possa essere foriero di tantissime storie.
Mi piace inoltre che l'autore sia una persona di età matura e mi piace che la protagonista sia una trans.
Un po' meno mi piace il prezzo del libro... ma ci farò più di un pensiero, perché la tua recensione mi ha incuriosito molto!
A presto

consolata ha detto...

Sul prezzo non so che dire, sono ben 311 pagine... per il resto non posso che ripetermi, si tratta di un romanzo interessantissimo sia a livello letterario che dei contenuti. Forse il primo aspetto può non interessare a tutti, ma ne fa un'opera speciale. Ciao Orly