domenica 11 dicembre 2016

Meglio fare il magazziniere da Wallmart o andare in guerra? Saïd Sayrafiezadeh, Brevi incontri con il nemico



Saïd Sayrafiezadeh, nato a Brooklyn 1968 da padre iraniano e madre ebrea americana, entrambi membri del Partito Socialista dei Lavoratori, è uno scrittore e drammaturgo statunitense. Oggi vive e lavora a New York. Nel 2009 ha pubblicato Quando verrà la rivoluzione avremo tutti lo skateboard per il quale nel 2010 ha vinto il Whiting Writers’ Award. Inoltre ha scritto numerose opere teatrali. 

Brevi incontri con il nemico è una raccolta di otto racconti estremamente interessanti e di gradevole lettura. I nomi dei protagonisti cambiano ma la voce dell'io narrante è sempre la stessa, un maschio giovane e solitario diviso tra un lavoro poco soddisfacente - cuoco in un fast food, fattorino, magazziniere in un Wallmart -, con abitazioni minuscole, lunghi tragitti in autobus quotidiani, la vita dei ricchi intravista solo quando assume l'incarico, non retribuito, di custode di una villa lussuosa, scioperi da affrontare, amori inarticolati o comunque incapaci di lasciare una traccia e un'unica possibilità di evadere: partire volontario per la guerra, con una ferma di un anno. Questa guerra generica e senza nome sta sempre sullo sfondo, con alterne vicende (un momento "vinciamo noi" e le perdite quotidiane sono insignificanti, uno o due dei "nostri" di fronte a centinaia dei nemici mentre "il loro uomo" è in fuga, un altro momento sono "loro" a vincere, il loro uomo torna e le "nostre perdite" aumentano vertiginosamente), una guerra che non ha bisogno di essere definita né spiegata perché dura da sempre e forse nessuno sa dove si svolge in realtà. Ma poi c'è la volta che ci si trova faccia a faccia con il nemico, e si fa quello che fanno i soldati, si spara e si uccide.

Sono racconti amichevoli, vite insignificanti raccontate senza mai alzare il tono, senza predicare né filosofeggiare, mettendo solo in fila i fatti e le considerazioni spicciole del protagonista, con una naturalezza sapiente e ammirevole. Per una volta non si sente quel gusto irritante di scuola di scrittura che rende molte opere provenienti dagli USA così fastidiose. Inoltre, per una come me che ama i racconti e apprezza moltissimo chi ha la capacità di scriverne, questo è un libro davvero soddisfacente e Saïd Sayrafiezadeh un autore da seguire. In Italia, purtroppo, i racconti non sono tenuti in nessuna considerazione, gli editori li evitano perché vendono poco, e gli autori di racconti sono considerati di serie b. Al meglio si pensa che siano una specie di imparaticcio, di allenamento per arrivare al romanzo (a me è capitato di sentirmi dire "sei stata bravissima a scrivere un vero romanzo" dandomi implicitamente dell'incapace o dell'impotente quando, come mi capita molto spesso, scrivo racconti). 

Ho letto in alcune recensioni un'interpretazione politica dei racconti di Saïd Sayrafiezadeh perché rappresentano una generazione senza speranze, e sono potenzialemente elettori di Trump. A me non interessa tanto questo discorso, e mi pare che i protagonisti di Brevi incontri con il nemico siano più rassegnati che incazzati, più chiusi nel loro piccolo mondo che aggressivi. Ma soprattutto non ne hanno bisogno per essere letti. Basta il fatto che questo è un bel libro, ben scritto e interessante. Vivamente consigliato.
Traduzione di Gioia Guerzoni. 

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