giovedì 19 febbraio 2015

Abbasso le emozioni! Siccome non ho niente da recensire, ripubblico un post del 10/12/08 che tratta una delle mie fissazioni più pervicaci

 Sono della vecchia scuola, mi piace usare la testa e non la pancia quando affronto qualsiasi situazione. Se ci riesco, ovviamente, cosa che non succede sempre. Sul pc ho appiccicato una vignetta di Altan dove il solito tipo con il naso a proboscide dice: emozionatemi, sennò mi tocca di pensare. Negli anni c'è quasi sempre stata una vignetta di Altan sul mio pc, è un genio con la capacità di fotografare il peggio in una frase, e mi trovo sempre in assoluta consonanza con lui. Adesso navighiamo in questo brodo spesso, e sostanzialmente primordiale, di emozioni. E non quando baciamo il moroso o troviamo i ladri in casa, no, basta mangiare un cioccolatino o una pasta e fagioli. Adesso, anche entrare in un museo. Tutto deve comunicare emozioni, niente deve richiedere la vecchia trafila guardare, interrogarsi, pensare, capire. Per carità, troppo difficile, noioso. Richiede sforzo. Non sia mai che sudiamo e il cervello ci puzzi. Ma a parte queste amenità, io diffido delle emozioni perché sono ricattatorie, ottundono i sensi, offuscano la lucidità, sono già padrone di per sé di metà della nostra esistenza senza che gli affidiamo anche l'altra. Quella che faticosamente cerchiamo di governare con la razionalità. Piangere e ridere va bene, abbracciarsi come in un telefilm americano un po' meno, però ogni tanto fermarsi e riflettere un pochino a mente fredda prima di scegliere a me sembra indispensabile.
L'altro manierismo attuale è quello della narrazione. Tutto deve raccontare una storia. Dai profumi agli apriscatole. Però è più che altro aria fritta, un modo di dire, una posa modaiola che perdono magnanimente a quelli molto, molto più avanti di me.

E visto che di fissazioni personali si tratta, voglio registrare un caso di demenza linguistica letto sulla Repubblica del 10/12, pagina 10, in un articolo di Francesco Bei. Si parla di un pranzo al Quirinale con mezzo governo per discutere del prossimo consiglio europeo: erano attovagliati nella sala del Torrino i ministri.... Non ho la minima stima per i membri di questo governo, ma mi dispiace pensarli attovagliati. Nessun essere umano, per quanto spregevole, dovrebbe subire questa sorte.

3 commenti:

Massimo Citi ha detto...

Ma di che ti preoccupi! Attovagliamoci così senza pudor...

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

Ma lo sai che quando ho letto il titolo ho sentito un piccolo fremito di... irritazione? :-)
E invece!
Non pensavo di poter essere così concorde e solidale, anzi: il tuo post mi porta a riflettere su una serie di cose che ultimamente do (o "dò"?...) un po' troppo per "scontate".
Grazie, ma di cuore!
E che il cervello ci sudi pure, e se ci puzzerà un po', pazienza!
E ora, anch'io come l'ottimo Massimo Citi mi vado ad attovagliare con piacer! :-D
Un abbraccio, ma forte!
Orlando

consolata ha detto...

Ehi boys! attovagliamoci insieme che è più divertente! e magari alla fine ci facciamo un bel piantino tutti quanti...